1di2 Rev. Iustinus Bonaventura Pranaitis talmud satanico

Christianus in Talmude Iudaeorum sive Rabbinicae
doctrinae de Christianis secreta
IL TALMUD
SMASCHERATO
Gli insegnamenti segreti
dei rabbini sui Cristiani
del Rev. Iustinus Bonaventura Pranaitis
Prete Cattolico; Maestro di Teologia e Professore di Lingua Ebraica
presso l'Accademia Ecclesiastica Imperiale della Chiesa Cattolica Romana
in San Pietroburgo Vecchio. (Traduzione dal testo latino)
San Pietroburgo Ufficio stampa dell'Accademia Imperiale delle Scienze
1892
IMPRIMATUR San Pietroburgo,13
Aprile 1892KozlowskyArcivescovo
Metropolita di MoghileffL.S. No.794 C.
Propolanis, S.Th.C.Segretario
Stampato presso l'Accademia Imperiale delle
Scienze.(Vas.Ostr.,9 Line, No.12)
Excellentissimo ac Reverendissimo DOMINO DOMINO FRANCISCO
ALBINO SYMON EPISCOPO ZENOPOLITANO SUFFRAGANEO
ARCHIDIOECESEOS MOHILOVIENSIS SUAE SANCTITATIS
PRAELATO DOMESTIOCO S. THOLOGIAE DOCTORI Rectori
Academiae Caesareae Romano-Catholicae Ecclesiasticae
PetropolitanaeORDINUM EQUITIPROFESSORI CLARISSIMO
MODERATORI SUO OPTIMO Dicat Dedu Aeque Auctor
Edizione italiana : I segreti della dottrina rabbinica. Cristo e i cristiani
nel Talmud. Edizione con testi ebraici a fronte ed una introduzione di
Mario De' Bagni, Roma, Tunminelli, 1939 molt. restampe.
DEDICA DELL'AUTORE
VOSTRA ECCELLENZA:
Per ricambiare in qualche modo la Vs. grandissima gentilezza verso di me, che ho potuto
sperimentare così spesso e in tante maniere, mi sono impegnato a dedicarVi questo
piccolo libro. È di piccole dimensioni ma è stato compilato con gran cura e fatica, e mi
sostiene la speranza che Voi non lo sdegnerete; esso infatti è il primo frutto delle fatiche di
uno che Voi, una volta, Vi siete così gentilmente compiaciuto di chiamare il primo frutto
delle Vostre fatiche come Rettore di questa Accademia. Io prego perciò Vostra Eccellenza
di benedire questo lavoro che ho recentemente portato a termine, in maniera che possa
adempiere lo scopo per cui è stato scritto. Benedite anche me affichè io possa presto
compiere lavori più importanti per la gloria di Dio e per l'onore e per il progresso della
nostra Alma Mater, su cui regnate da otto anni, e di cui siete il più grande ornamento.
Possano queste pagine rappresentare per Vostra Eccellenza la dimostrazione del mio
perpetuo e sincero affetto e gratitudine.
Il devoto discepolo di Vostra Eccellenza,
IUSTINUS BONAVENTURA PRANAITIS
ANTIFONA
"Che si aprano le nostre scritture a tutti. Che tutti vedano come sia il nostro codice
morale! Non dobbiamo aver paura di questa prova, infatti abbiamo un cuore puro e uno
spirito pulito. Che le nazioni esaminino le dimore dei figli di Israele, e che da loro stessi si
convincano di come realmente siamo! Esse allora certamente esclameranno con Baalam,
quando partì per maledire Israele: 'Come son belli i tuoi padiglioni o Israele: come son
belle le tue tende!' "Nel suo atteggiamento verso i non ebrei, la religione ebraica è la più
tollerante di tutte le religioni del mondo... I precetti degli antichi rabbini, sebbene ostili ai
gentili, non possono in nessuna maniera essere applicati ai cristiani." "Tutta una serie di
opinioni può essere citata dagli scritti delle più alte autorità rabbiniche per dimostrare che
questi maestri inculcavano nel loro popolo un grande amore e rispetto per i cristiani in
maniera che essi considerassero i cristiani, che credono nel vero Dio, come fratelli, e
pregassereo per loro."
"Noi dichiariamo che il Talmud non contiene niente di ostile contro i cristiani."
PROLOGO
Molte persone interessate nella questione ebraica sono solite chiedere se ci sia o no
qualcosa nel Talmud che non sia bello e sublime e completamente estraneo a qualsiasi
espressione che possa sembrare odio verso i cristiani. La confusione di opinioni a questo
riguardo è talmente grande che, a sentire coloro che trattano l'argomento con tanta
apparente saggezza, si penserebbe che stessero parlando di una razza antica e lontana dai
nostri tempi, e non del popolo di Israele che vive in mezzo a noi secondo un codice morale
immutabile che continua anche oggi a regolare la loro vita religiosa e sociale. Stando così
le cose, ho intrapreso il compito di dimostrare ciò che veramente insegna il Talmud a
proposito dei cristiani, per potere in tal modo soddisfare i desideri di coloro che vogliono
conoscere questa dottrina da fonti originali.
A questo scopo, ho tradotto i più noti libri talmudici che fanno riferimento ai cristiani e ho
disposto queste fonti in ordine tale da dare una chiara idea dell'immagine del cristiano
che il Talmud presenta agli ebrei.
Al fine di non essere accusato di avere usato un testo alterato del Talmud o di non averlo
interpretato correttamente, come in genere accade a coloro che hanno tentato di rivelare
gli insegnamenti giudaici segreti, ho disposto il testo ebraico a fianco di quello latino.
Ho diviso il testo in due sezioni: la prima tratta degli insegnamenti del Talmud sui
cristiani, la seconda, delle regole che gli ebrei hanno l'obbligo di seguire quando vivono
fra i cristiani.
Faccio precedere queste due parti da una breve capitolo di discussione sul Talmud stesso.
IL TALMUD
IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD -insegnato, e significa
L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare il libro che contiene l'Insegnamento, il
quale insegnamento si chiama Talmud, cioè il libro dottrinale che da solo espone e spiega
completamente tutta la conoscenza e l'insegnamento del popolo ebreo. Per quanto
riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il suo primo autore sia Mosè. Essi
sostengono che, oltre alla legge scritta - trasmessa da Dio a Mosè sul Monte Sinai sulle
tavole di sasso e denominata Torah Scheibiktab - Mosè abbia anche ricevuto la sua
interpretazione, o legge orale, chiamata Torah Shebeal Peh. Secondo loro, questo è il
motivo per cui Mosè rimase per tanto tempo sul monte.
Infatti, essi sostengono, un giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da Dio la
legge scritta. Si dice che Mosè abbia trasmesso questa legge orale a Giosuè; Giosuè a sua
volta ai settanta Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla Grande Sinagoga. Si
sostiene che essa fu più tardi trasmessa a certi rabbini, uno dopo l'altro, finchè non
divenne impossibile ritenerla oralmente. Qualunque cosa possa dirsi sulla storia dei
rabbini, è cosa sufficientemente nota fra noi che, prima della nascita di Cristo, in Palestina
esistevano scuole nelle quali si insegnavano i sacri testi. Per poterli ricordare, i
commentari dei Dottori della legge venivano scritti su carte ed elenchi che, riuniti
insieme, formarono gli inizi del Talmud giudaico.
Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda -che, a causa della sua santità di vita,
era chiamato Il Santo e Il Principe - si rese conto che la cultura degli ebrei andava
scemando, che la loro legge orale si stava perdendo, e che il popolo ebreo si stava
disperdendo, e fu il primo a prendere in considerazione i possibili modi di ridar vita e
preservare la legge orale. Egli raccolse tutti gli elenchi e le carte (che la contenevano)
ricavandone un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth, oppure Mischnah - un
Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti, ciascuna delle quali venne divisa in
molti capitoli che vedremo più avanti.
La Mischnah è il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud. Questo libro fu
accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice autentico della loro legge. Veniva
spiegato nelle loro Accademie di Babilonia -a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro
Accademie di Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le decisioni dei
dottori della legge riguardanti la Mischnah furono scritte. E questi scritti costituirono
un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la Mischnah serve per
prima come una specie di testo della legge e la Gemarah serve poi da analisi delle varie
opinioni per giungere alle decisioni definitive.
Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle scuole ebree. Non
si commentavano quelli che non potevano essere applicati a causa della distruzione del
Tempio, e quelli che potevano essere osservati solo nella Terra Santa. La loro spiegazione
veniva rimandata alla venuta di Elia e del Messia. Per questo motivo, nel Gemarah,
alcune parti del Mischnah mancano.
Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino Jehuda, ciascuna delle
scuole di Palestina e di Bab ilonia seguì il suo metodo particolare, e in questo modo si venne a
creare una duplice Gemarah - la versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore della
versione di Gerusalemme fu il rabbino Jochanan, che fu capo della sinagoga di Gerusalemme
per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli portò a termine trentanove capitoli di commenari
sulla Mischnah. La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona e
nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi la cominciò nel 327 A.D. e vi lavorò per
sessant'anni. Continuò il rabbino Maremar nell'anno 427 A.D., e l'opera fu portata a termine
dal rabbino Abina nell'anno 500 A.D. circa. La Gemarah babilonese è composta da
trentacinque capitoli di interpretazioni.
Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, dà vita ad un duplice Talmud: la
versione di Gerusalemme che a causa della sua brevità e difficoltà di comprensione non è
molto usata; e la versione babilonese che è sempre stata tenuta in altissima
considerazione dagli ebrei di tutti i tempi.
La Gemarah è seguita da aggiunte chiamate Tosephoth. Fu così che il rabbino Chaia
inizialmente chiamò le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il rabbino Uschaia furono i
primi a spiegare questo libro pubblicamente nelle scuole. I commentari sulla furono
redatti dai dottori fuori dell'ambito delle scuole, erano chiamati Baraietoth, o opinioni
estranee. A questi Commentari si aggiunsero poi altre decisioni chiamate Piske
Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud babilonese, lo studio della
letteratura fu gravemente ostacolato, in parte a causa di calamità pubbliche e in parte a
causa di dissensi fra gli studiosi. Ma nell'undicesimo secolo, altri scrissero ulteriori
aggiunte al Talmud. Fra queste, le principali sono quelle del Tosephoth del rabbino
Ascher.
Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische ben Maimon, per brevità
chiamato Rambam dagli ebrei, dai cristiani Maimonide, e dal rabbino Schelomo, Iarchi o
Raschi.
Così che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth, le note marginali di rabbino Ascher, il
Piske Tosephoth e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide, tutti insieme, costituiscono
un ampio lavoro chiamato Il Talmud.
Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato sopra, sono sei:
I. ZERAIM: riguardante i semi. Tratta di semi, frutti, erbe, alberi; dell'uso pubblico e
domestico di questi frutti, di semi diversi, ecc.
II. MOED: riguardante le feste. Tratta del tempo in cui il sabato e altre feste devono avere
inizio, fine ed essere celebrate.
III. NASCHIM: riguardante le donne. Tratta del matrimono e del ripudio delle mogli, dei
doveri, dei rapporti, delle malattie, ecc.
NEZIKIN: riguardante i danni. Tratta dei danni sofferti da uomini ed animali,
delle penalità e dei risarcimenti.
KODASCHIM: riguardo la santità. Tratta dei sacrifici e di vari riti sacri.
VI. TOHOROTH: riguardante le purificazioni. tratta della contaminazione e della
purificazione delle stoviglie, biancheria e altre cose.
Ciascuna di queste sei parti, che gli ebrei chiamano Schishah Sedarim -sei ordini o
ordinanze -è divisa in libri o fascicoli, chiamati Massiktoth, e i libri in capitoli, o Perakim.
I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
1. BERAKHOTH -Benedizioni e preghiere. Tratta delle regole liturgiche.
2. PEAH - Angolo di un campo. Tratta degli angoli del campo e della spigolatura... le olive
e l'uva da lasciare ai poveri.
3. DEMAI - Cose dubbie. Se si debbano o no pagare le decime su tali cose.
4. KILAIM - Miscele. Tratta delle varie miscele di semi.
5. SCHEBIITH - il Settimo. Tratta dell'anno sabbatico.
6. TERUMOTH - Offerte e Oblazioni. Le offerte "Heave" per i preti.
7. MAASEROTH - le Decime, da versare ai Leviti
8. MAASER SCHENI - la Seconda Decima
9. CHALLAH - la Pasta, la parte di essa da darsi ai Preti. 10.ORLAH - L'Incirconciso.
Tratta dei frutti di un albero durante i sui primi tre anni di vita. 11.BIKKURIM - I Primi
Frutti da portare al Tempio.
II. MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. SCHABBATH - Il sabato. tratta dei tipi di lavoro proibiti in questo giorno.
2. ERUBHIN - Combinazioni. Contiene i precetti sul cibo per il sabato, ecc.
3. PESACHIM -Pasqua. Tratta delle leggi relative alla Festa della Pasqua ebraica e
dell'agnello pasquale.
4. SCHEKALIM - Siclo. Tratta delle dimensioni e peso del siclo.
5. IOMA - il Giorno della Riconciliazione. Tratta delle prescrizioni per quel giorno.
6. SUKKAH - il Tabernacolo. Tratta delle leggi riguardanti la festa dei Tabernacoli.
7. BETSAH - l'Uovo del Giorno di Festa. Tratta del tipo di lavoro proibito e permesso nei
giorni di festa.
8. ROSCH HASCHANAH - Anno Nuovo. Tratta della Festa dell'Anno Nuovo.
9. TAANITH - Digiuni. Tratta dei digiuni pubblici. 10.MEGILLAH -il Rotolo. Tratta della
lettura del Libro di Ester. Contiene la descrizione della Festa di Purim. 11.MOED KATON
- Festa Minore. Tratta delle leggi relative ai giorni che dividono il primo dall'ultimo
giorno di Pesach e Succoth. 12.CHAGIGAH - Paragone dei riti delle tre feste di Pesach,
Sukkoth e dei Tabernacoli.
III. NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
1. JEBBAMOTH - Cognate. Tratta del matrimonio del Levirato.
2. KETHUBOTH -Contratti di Matrimonio. Tratta della dote e degli accordi matrimoniali.
3. KIDDUSCHIN - Fidanzamenti.
4. GITTIN - libretto sui Divorzi.
5. NEDARIM - Voti. Tratta dei voti e del loro annullamento.
6. NAZIR - il Nazireo. Tratta delle leggi riguardanti i Nazirei e coloro che si separano dal
mondo e si consacrano a Dio.
7. SOTAH - la Donna sospettata di adulterio.
IV. NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
1. BABA KAMA - Prima porta. Tratta dei Danni e Torti e del loro risarcimento.
2. BABA METSIA - Porta di mezzo. Tratta delle leggi riguardanti gli oggetti trovati,
concernenti la fiducia, riguardanti l'acquisto e la vendita, il prestito, il noleggio e l'affitto.
3. BABA BATHRA -L'Ultima porta. Tratta delle leggi riguardanti la proprietà immobiliare
e il commercio, per lo più sulle basi della legge tradizionale. Concerne anche la
successione ereditaria.
4. SANHEDRIN -Tribunali. Tratta dei tribunali e dei loro atti, e della pena per i delitti
capitali.
5. MAKKOTH - Frustate. Le 40 frustate (meno una) inflitte ai criminali.
6. SCHEBUOTH - Giuramenti. Tratta dei diversi tipi di giuramento.
7. EDAIOTH -Testimonianze. Contiene una serie di leggi tradizionali e decisioni raccolte
dalle testimonianze di distinti maestri.
8. HORAIOTH -Decisioni. Tratta delle sentenze dei giudici e delle pene dei trasgressori.
9. ABHODAH ZARAH - Idolatria. 10.ABHOTH - Padri. Tratta delle leggi dei padri. Si
chiama anche PIRKE ABHOTH.
V. KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
1. ZEBBACHIM - Sacrifici. Tratta dei sacrifici di animali e delle modalità di offrirli.
2. CHULIN - Cose Profane. Tratta della maniera tradizionale di uccidere gli animali per
usi comuni.
3. MENACHOTH - Offerte di carne. Tratta delle offerte di carne e bevande.
4. BEKHOROTH -il Primogenito. Tratta delle leggi riguardanti i primogeniti di uomini ed
animali.
5. ERAKHIN -Valutazioni. Tratta del modo nel quale le persone consacrate al Signore con
un voto vengono legalmente valutate per il loro riscatto.
6. TEMURAH - Scambio. Tratta delle leggi riguardanti lo scambio di cose consacrate.
7. MEILAH - Violazione, Sacrilegio. Tratta dei peccati riguardanti la violazione o la
profanzione di cose sacre.
8. KERITHUTH -Scomunica. Tratta dei peccati soggeti alla pena di scomunica, e della
loro espiazione per mezzo di sacrifici.
9. TAMID -Il Sacrificio Giornaliero. Descrive le funzioni del Tempio per le offerte
giornaliere del mattino e della sera. 10.MIDDOTH - Misure. Descrive le misure e la
descrizione (sic) del Tempio. 11.KINNIM - I Nidi degli Uccelli. Tratta dei sacrifici di
volatili, delle offerte dei poveri, ecc.
VI. THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. KELIM -Stoviglie. Tratta delle condizioni nelle quali gli utensili domestici, gli
indumenti, ecc. ricevono la purificazione rituale.
2. OHOLOTH - Tende. Tratta delle tende e delle case, e della loro contaminazione e
purificazione.
3. NEGAIM - Malattie epidemiche. Tratta delle leggi relative alla Lebbra.
4. PARAH -la Giovenca. Tratta delle leggi concernenti la giovenca rossa e dell'uso delle
sue ceneri per la purificazione di quanto è contaminato.
5. TOHOROTH - Purificazioni. Tratta dei gradi minori di contaminazione che durano
solo fino al tramonto.
6. MIKVAHTH - Pozzi. Tratta delle condizioni nelle quali i pozzi e i serbatoi possono
essere usati per le purificazioni rituali.
7. NIDDAH - Mestruazioni. Tratta della contaminazione giuridica derivante da certe
condizioni delle donne.
8. MAKSCHIRIN - Preparazioni. Tratta dei liquidi che preparano e dispongono i semi e i
frutti a ricevere la contaminazione rituale.
9. ZABHIM -Riguardante la polluzione notturna e della gonorrea. Tratta della
contaminazione derivante da tali secrezioni. 10.TEBHUL IOM - Lavaggi giornalieri.
11.IADIM -Mani. Tratta della contaminazione rituale delle mani secondo la legge
tradizionale, e della loro purificazione. 12.OKETSIN -Piccioli della Frutta. Tratta dei
piccioli e dei gusci della frutta in quanto portatori di contaminazione rituale.
Il Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli. Oltre a questi ci sono altri
quattro brevi fascicoli che non sono stati inclusi nel Talmud regolare. Essi sono stati
aggiunti da scrittori ed autori successivi. Questi quattro fascicoli sono:
MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello degli Scribi. Tratta del modo di scrivere i libri
della legge. Contiene 21 capitoli. EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul Lutto.
Contiene 14 capitoli. KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione della sposa, sui suoi
ornamenti e altre cose che la riguardano. Ha un solo capitolo. MASSEKHETH DEREKH
ERETS -la Condotta di Vita. Diviso in RABBAH -parti principali, e ZUTA – parti
secondarie. Contiene 16 capitoli. Alla fine è aggiunto un capitolo speciale - PEREK
SCHALOM - sulla Pace.
Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso, si presentò la necessità di
un compendio che ne facilitasse lo studio. A questo scopo, nel 1032, il rabbino Isaac ben
Jacob Alphassi pubblicò un Talmud Abbreviato, che egli chiamò Halakhoth -Costituzioni.
Tutte le discussioni protratte vi furono omesse e invece quelle parti che concernevano le
cose pratiche della vita vi furono conservate. Dato però che questo lavoro non aveva un
ordine, non fu considerato di gran valore.
Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge Ebraica fu Maimonide, chiamato
l'"Aquila della Sinagoga." Nel 1180, egli produsse il suo celebre Mischnah Torah -
Ripetizione della Legge, chamato anche Iad Chazakah - la Mano Forte. Esso contiene
quattro parti o volumi e 14 libri che comprendono tutto il Talmud. In questo lavoro,
Maimonide incluse anche molte discussioni filosofiche e tentò di stabilire molte leggi sue
proprie. A causa di questo fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente e condannato a morte.
Fuggì in Egitto dove morì nel 1205. Nonostante ciò, il valore del suo lavoro crebbe col
tempo, e per un certo periodo, una versione espurgata fu tenuta in altissima
considerazione dagli ebrei. Un difetto di questo lavoro è che continene molte leggi che
hanno perso qualsiasi valore dopo la distruzione del Tempio. Nel 1340, in stretto accordo
con le idee dei rabbini, Jacob ben Ascher pubblicò un'edizione del lavoro di Maimonide,
espurgata da tutte le sue innovazioni filosofiche e delle vecchie, inutili leggi. Essa fu
chiamata Arbaa Turim -I Quattro Ordini, che sono:
I. ORACH CHAIIM: I semi della Vita, e tratta della vita quotidiana in casa e alla Sinagoga.
II. IORE DEA: che impartisce insegnamenti sui cibi, le purificazioni ed altre leggi
religiose.
III. CHOSCHEN HAMMISCHPAT - giudizi privati sulle leggi civili e penali.
IV. EBHEN HAEZER: La Roccia dell'Aiuto, che tratta delle leggi del matrimonio.
Dato che Alphasi, Maimonide e Jacob ben Ascher non concordavano su molti punti - il
che fece sorgere diverse interpretazioni della stessa legge - c'era un grande bisogno di un
libro che contenesse brevi e concise soluzioni alle controversie e che potesse
rappresentare per il popolo ebreo un libro di legge degno di questo nome.
Joseph Karo, un rabbino di Palestina (nato nel 1488 e morto nel 1577), soddisfò tale necessità
con il suo celebre commentario all'Arbaa Turim, che egli chiamò Schulchan Arukh - la Tavola
Preparata. Dato che, comunque, le useanze degli ebrei orientali differivano molto da quelle
degli ebrei occidentali, anche lo Schulchan Arukh, di Joseph Karo non fu sufficiente per tutti
gli ebrei che si trovavano nelle diverse parti del mondo. Fu per questo motivo che il rabbino
Mosche Isserles scrisse un commentario sullo Schulchan Arukh, intitolato Darkhe Mosche, La
Via di Mosè, che ricevette la stessa accoglienza in Occidente che aveva avuto il lavoro di
Joseph Karo in Oriente. Al momento, lo Schulchan Arukh è considerato il Codice Legale
obbligatorio degli ebrei, ed essi ne fanno principale uso nei loro studi. Molti conmmentari
sono stati scritti su ciascuna parte di questo libro.
Un importante punto da notare è che questo lavoro è sempre stato considerato santo dagli
ebrei. Essi l'hanno sempre considerato, e ancora lo considerano, più importante delle
Sacre Scritture. Il Talmud stesso dimostra chiaramente questo fatto:
Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
"Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia esercitano una certa virtù, ma non
moltissima; coloro che studiano la Mischnah esercitano una virtù per cui riceveranno
un premio; coloro, comunque, che si impegnano nello studio dalla Gemarah esercitano
la più alta virtù."
Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
"La Sacra Scrittura è come l'acqua, la Mischnah il vino, e la Gemarah vino aromatico." La
seguente è un'opinione nota e se ne trovano alte lodi negli scritti dei rabbini: "Figlio mio,
ascolta le parole degli scribi piuttosto che le parole della legge."
Il motivo di ciò si trova nel trattatello Sanhedrin X,3, f.88b:
"Colui che trasgredisce le parole degli scribi pecca più gravemente che chi trasgredisce le
parole della legge."
Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge e i dottori, entrambi devono
essere presi come parole del Dio Signore.
Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una divergenza di opinioni fra le due
scuole di Hillel e Schamai, si concude che:
"Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
"Non c'è niente che sia superiore al Santo Talmud."
I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi nella stessa maniera.
Ciò che i cristiani pensavano del Talmud è ampiamente dimostrato dai molti editti e
decreti emessi a questo proposito, con i quali i supremi governanti della Chiesa e dello
Stato lo hanno proscritto molte volte e hanno condannato alle fiamme questo sacro
Codice Legale Secondario degli ebrei.
Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proibì la diffusione dei libri del Talmud su tutto il
territorio dell'Impero Romano. Nel XIII secolo "i Papi Gregorio IX e Innocente IV
condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti ogni tipo di abiezioni e bestemmie
contro la verità cristiana, e ordinarono che fossero bruciati perchè diffondevano molte
orribili eresie."
Più tardi, essi furono condannati da molti altri Pontefici Romani -Giulio III, Paolo IV, Pio
IV, Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro VII, Benedetto XIV e altri che
pubblicarono nuove edizioni dell'Indice dei Libri Proibiti secondo gli ordini dei Padri del
Concilio di Trento, e anche nei nostri stessi giorni.
((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica verso gli ebrei, si veda
l'Appendice alla fine di questo libro: "Come i Papi Hanno Trattato gli Ebrei."))
All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa era disturbata da nuove religioni, gli
ebrei cominciarono a distribuire il Talmud apertamente, assistiti dall'arte della stampa
allora appena inventata. La prima edizione stampata di tutto il Talmud, contenente tutte
le sue bestemmie contro la religione cristiana, fu pubblicata a Venezia nell'anno 1520. E
quasi tutti i libri ebrei pubblicati in quel secolo che era loro favorevole sono completi e
genuini. Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, quando molti uomini famosi si
impegnarono in un diligente studio del Talmud, gli ebrei, temendo per se stessi,
cominciarono ad omettere parti del Talmud che erano apertamente ostili ai cristiani. Fu
in tal modo che il Talmud pubblicato a Basilea nel 1578 fu mutilato in molti punti.
Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della Germania ed altri paesi
dichiararono che non si doveva stampare niente che potesse infastidire i cristiani e
causare la persecuzione di Israele. Per questo motivo, nei libri ebraici pubblicati dal
secolo seguente in poi, ci sono indizi di molte cose mancanti cui i rabbini suppliscono con
spiegazioni ritenute a memoria, in quanto essi possiedono i libri integrali che i cristiani
vedono raramente.
Comunque, i libri ebraici furono pubblicati più tardi con pochissime mutilazioni in
Olanda -dove gli ebrei espulsi dalla Spagna venivano cordialmente ricevuti. Il Talmud
pubblicato in questo paese nel 1644-1648 è quasi uguale all'edizione veneziana.
L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori è stato di inserire la parola
haiah (era) nel testo genuino, come per indicare che la questione di cui si tratta si riferisce
ad un tempo passato. Ma così facendo essi "puliscono solo l'esterno della tazza". Infatti, in
molti punti lasciano trapelare ciò che intendono, per es. con le parole gam attah, "perfino
ora," vale a dire "questa legge deve essere obbedita"; e aphilu bazzeman hazzeh, "fino ad
oggi," vale a dire "questa legge è ancora valida," e simili.
Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo libro degli ebrei, che si
chiama ZOHAR.
Secondo alcuni rabbini, Mosè, dopo essere stato istruito sull'interpretazione della legge
sul Monte Sinai, non trasmise quest'informazione a Giosuè nè questi agli anziani, ma ad
Aronne, Aronne ad Eleazzaro, e così via fino a che l'insegnamento orale non fu messo in
forma di libro con il nome di ZOHAR, dal nome ZEHAR, che significa emanare splendore.
Esso è infatti un'illustrazione dei libri di Mosè, un commentario del Pentateuco.
Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai, un discepolo di R. Akibha che,
cinquant'anni dopo la distruzione del Tempio, morì da martire nell'anno 120
A.D. circa nella guerra che Adriano condusse contro gli ebrei. Dato che, comunque, in
questo libro appaiono nomi di uomini vissuti diversi secoli dopo l'anno indicato, e dato
che nè Rambam (R. Mosche ben Nachman, nè R. Ascher, che morì nell'anno 1248 A.D.
circa, ne hanno fatto menzione, è più probabile che siano più vicini alla verità coloro che
dicono che il libro di Zohar vide la luce per la prima volta intorno al XIII secolo. Ciò è
considerato probabile specialmetne a causa del fatto che circa in questo periodo fu
prodotto un libro simile per stile e argomento al modo di scrivere caldeo.
Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.
Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono usati nello studio della
legge giudaica, e che sono tenuti in alta considerazione dato che spiegano molti passaggi
oscuri del Talmud. In questo libro ne sono citati alcuni, e precisamente i seguenti:
BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro Commentario. Queste
dichiarazioni differiscono fra di loro. HALAKHOTH -di solito scritto HILKHOTH -
Decisioni o Dissertazioni. Libri separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi
rabbini: Maimonide, Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte
dei casi, danno delle citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste
contengono dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle nazioni. Ce n'è un
altro –
HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni sugli alimenti proibiti.
IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN -dissertazioni sulla discendenza. Tratta della storia
sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a Cracovia nel 1580.
JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si suppone abbia un
significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino Shimeon di Francoforte. KED
HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei luoghi delle comunità
teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino. MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo.
Autore: Perizola. MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R.
Schelomon ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602. MACHZOR - un Ciclo.
Libro di Preghiere usato nelle feste grandi. MENORATH HAMMAOR - Candela di luce.
Libro talmudico. Contiene l'Aggadoth e il Medraschim, cioè, i commentari storici e
allegorici su tutto il Talmud. Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
MAIENE HAIESCHUAH -Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su Daniele
del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro i cristiani. Stampato
nel 1551. MIKRA GEDOLAH -la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di R.
Salomon Iarchi e R. Ezra. MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza.
Spiegazioni su tutti i Profeti. Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
NIZZACHON -Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli. Autore: rabbino
Lipman. Stampato nel 1559. SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede.
Contiene un durissimo attacco contro la fede cristiana. EN ISRAEL -L'Occhio d'Israele.
Un libro celebre. Ha una seconda parte -BETH JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene
dei deliziosi racconti talmudici. Stampato a Venezia nel 1547. SCHAARE ORAH -le Porte
di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico. Autore: Ben Joseph Gekatilia. SCHEPHAA TAL
- Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave per il libro di Zohar ed altri libri
del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz di Praga. TOLDOTH IESCHU -le
Generazioni di Gesù. Un opuscolo pieno di bestemmie e maledizioni. Contiene la storia di
Cristo. Pieno di espressioni false e tendenziose.
Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:
Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594. Senza note.
IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia. ZOHAR. Edizione di Amsterdam,
1805. 3 volumi. MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di
Basilea, 1620, 2 volumi, edizione di Venezia. HILKHOTH AKUM di R. Maimonide,
edizione di Vossius, 1675. Come lavori ausiliari ho usato: JOANNES BUXDORFIUS. a.
Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum, Basilea 1640. b. De Abreviaturis
Hebraicis; Operis Talmudis Recensio; Bibliotheca Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga
Judaica, Basilea, 1712. GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA
SARA." Amburgo, 1705. JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit,"
(Lo Specchio Giudaico alla Luce della Verità). Paderborn, 1884. AUGUST ROHLING:
Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le Polemiche e il Sacrificio
Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.
Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima considerazione e ai
quali essi fanno riferimento nelle loro dispute con i cristiani citando imparzialmente le
opinioni di questi eruditi uomini. La loro grande diligenza nel citare dai testi di libri che ho
potuto esaminare, è stata per me una prova che io ho usato la stessa diligenza perfino
citando da fonti meno note alle quali essi possono accedere con molta più facilità.
PARTE I
L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI
Vedremo in primo luogo ciò che il Talmud insegna su Gesù Cristo, il
fondatore del Cristianesimo; e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i
Cristiani.
CAPITOLO I.
GESU' CRISTO NEL TALMUD
Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di Gesù Cristo e dei suoi
insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il suo nome, ma in diversi modi
come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il Figlio del Carpentiere," "Colui che Fu
Appeso", ecc.
Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO
1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri -Gesù il Nazzareno. Viene
chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale egli crebbe. Così, nel Talmud, anche i
cristiani Articolo I. -sono chiamati Nostrim- Nazzareni. Siccome la parola Jeschua
significa "Salvatore," il nome Gesù si trova raramente nei libri ebraici. È quasi sempre
abbreviato in Jeschu, che viene maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle
tre parole Immach SCHemo Vezikro - "Possano il suo nome e la sua memoria essere
cancellati."
2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cioè colui che
tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo: "Viene chiamato cristiano
colui che segue i falsi insegnamenti di quell'uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la
festa il primo giorno del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il
Sabato."
3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa Persona." Nel
Chagigah. 4b, leggiamo: "Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello
Schabbath ..." (104b).
Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più avanti.
4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il falegname figlio di un
falegnamÈ; e anche Ben charsch etaim -'il figlio di uno che lavora il legno.'
5. Viene anche chiamato Talui -'quello che fu appeso.' Il rabbino Samuel, il figlio di Meir,
nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto che era proibito partecipare alle feste
cristiane di Natale e Pasqua perchè celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il
rabbino Aben Ezra, in un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui
immagine l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. "...nei giorni di
Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la figura di colui che fu
appeso sul suo stendardo."
Articolo II. - LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito durante il periodo
mesturale; che aveva l'anima di Esaù; che era un pazzo, uno stregone, un seduttore; che
egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
"Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due giovani, uno dei
quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva scoperto. Il rabbino Eliezer disse che
quello con il capo scoperto era illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era
stato concepito durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al rabbino Akibah
perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi.
Egli rispose che poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla madre
del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse: 'Figlia mia, se
risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti prometto che sarai salva nella
vita che verrà' Essa gli chiese di giurare di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah
glielo giurò - ma solo con le sue labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo
giuramento. Poi disse: 'Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?' Al che essa
rispose: 'Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò, mio marito mi
lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da quel rapporto mi nacque
questo figlio.' Fu così dimostrato che questo ragazzo non
solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il periodo mestruale. E
quando coloro che avevano posto la domanda ebbero sentito, dichiararono: 'Davvero
grande è stato il rabbino Akibah quando ha corretto i suoi Anziani'! Ed essi esclamarono:
'Benedetto il Signore Dio di Israele che ha rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio
di GiuseppÈ"!
Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre, Maria, è chiaramente
dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni di Gesù' dove quasi le stesse
parole vengono usate per narrare la nascita del nostro Salvatore.
Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo viene preso con
uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una stanza interna e mettono
dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza essere visti, possono vederlo e udirlo.
Poi quello che egli aveva cercato di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente
quello che mi hai detto prima.' Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro gli
chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire degli idoli?' Se il
seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli dice 'È nostro dovere e diritto di farlo,'
allora i testimoni che l'hanno sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e
lo uccidono con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed essi lo
appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada era il figlio di Pandira.
Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse
durante la vita di Paphus, il figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala
(una parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito."
Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè prostituta, perchè,
secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il marito e commesso adulterio.
Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme e in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel trattatello Chagigah, 4b:
"Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il demonio), quest'ultimo
disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la parrucchiera' (cioè, uccidila). Egli andò e
portò Maria, la parrucchiera per bambini -al posto dell'altra Maria."
Una nota a margine spiega questo passo come segue:
"Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo del Secondo
Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come viene chiamato nel trattatello
Schabbath," (fol.104b).
Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
"Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non è vero che il figlio di Stada esercitava la magia
egizia incidendosela nella carne?'
Essi risposero: "Era un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il
figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin, 67a.
Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di Stada:
"I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione a che la loro magia
non fosse messa per iscritto per evitare che altri la imparassero. Ma egli haveva escogitato
un nuovo modo di scriverla nella pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela.
Quando le ferite si rimarginavano, non era possibile vederne il significato."
Buxtorf dice:
"Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi gli ebrei intendevano
che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al Talmud, cerchino di nascondere la loro
malizia e dicano che non è Gesù Cristo, il loro inganno è chiaramente evidente, e molte
cose dimostrano che essi scrissero e intesero tutte queste cose su di lui. In primo luogo, lo
chiamano anche il figlio di Pandira. Gesù il Nazzareno è in tal modo chiamato in altri
passi del Talmud dove si fa espressa menzione di Gesù il figlio di Pandira. Anche San
Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia di Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di
Panthera.
"In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria la madre di Peloni
'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente Gesù. In tal modo infatti erano usi
celare il suo nome perchè avevano paura di pronunciarlo. Se avessimo copie dei
manoscritti originali, questi lo potrebbero certamente dimostrare. E anche questo era il
nome della madre di Gesù il Nazareno.
"In terzo luogo, egli è chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli testimoniano il fatto che
Gesù fosse così chiamato dagli ebrei, e i loro scritti sono tuttora prova che ancora lo
chiamano con questo nome. In quarto luogo, egli è chiamato 'quello che fu appeso,' che si
riferisce chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato che viene aggiunto un
riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica) che coincide con il giorno della
crocefissione di Gesù. Nel Sanhedrin (43a) si trova quanto segue:
'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù'
"In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui due discepoli degli
anziani che furono inviati come testimponi per spiarlo, e che furono poi chiamati a
testimoniare contro di lui: Ciò si riferisce ai due 'falsi testimoni' di cui l'Evangelista
Matteo e Luca parlano.
"In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada, cioè che esercitava le
arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la stessa accusa è fatta contro Cristo
nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
"Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo figlio di Stada viveva nei
giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era contemporaneo del rabbino Akibah. Akibah,
comunque, visse al tempo dell'Ascensione di Cristo, e per qualche tempo in seguito. Si
dice che anche Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio. Tutto ciò dimostra
chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con l'indicazione di figlio di
Stada, intendevano Gesù Cristo, il figlio di Maria.
"Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito. Ma ciò non è una
novità per le scritture ebraiche e viene fatto di proposito in maniera che i cristiani non
possano facilmente individuare l'inganno."
2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle mani dei cristiani,
essi dicono che in Cristo entrò l'anima di Esau, e che egli fu perciò perverso e che fu Esaù
stesso."
3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE. Nello Schabbath, 104b: "Essi, (gli
anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno presta
attenzione ai folli.'"
4. STREGONE E MAGO Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro
Salvatore come segue:
"E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su di me? Il Signore
mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito, ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il
Signore ha detto al mio Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in
cielo e siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma tu, Giuda, non
arriverai mai a quell'altezza. Allora Gesù pronunciò l'alto nome di Dio (IHVH) e continuò a
farlo fino a che venne un vento che lo portò in alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda
pronunciò il nome di Dio e in simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi
fluttuarono nell'aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il Nome
Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù cercò di fare lo stesso a Giuda e
così lottarono l'uno contro l'altro. E quando Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti
di Gesù, gli urinò addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno
poterono di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino più odio o pietà. In un altro
punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario c'era una pietra che il Patriarca
Giacobbe unse con olio. Su questa pietra erano incise le lettere tetragrammatiche del
Nome (IHVH), e se alcuno avesse potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo.
Essi perciò decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su due
colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno avesse imparato quelle
lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e gliele avrebbero fatto dimenticare per la
paura. Si racconta poi: "Gesù venne ed entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla
pergamena. Poi fece un taglio nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver
pronunciato il nome, la ferita si rimarginò."
5. IDOLATRO
Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole del Salmo XCI, 10: 'Nessun flagello verrà
mai vicino alla tua casa,' sono spiegate come segue:
"Che tu non possa mai avere un figlio o un discepolo che sali il suo cibo tanto da
distruggersi il gusto in pubblico, come Gesù il Nazzareno."
Salare troppo il proprio cibo, o distruggere il proprio gusto, viene detto proverbialmente
di chi corrompe la sua moralità o si disonora, o che cade in eresia ed idolatria e le predica
apertamente ad altri.
6. SEDUTTORE
Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
"Mar disse: Gesù sedusse, corruppe e distrusse Israele."
7. CROCEFISSO
Infine, per punizione dei suoi crimini ed della sua empietà, egli soffrì una morte
ignominiosa appeso ad una croce alla vigilia della pasqua (ebraica) (come abbiamo già
visto).
8. SEPPELLITO ALL'INFERNO
Il libro Zohar, III, (282), dice che Gesù morì come un animale e fu seppellito in quel
"mucchio di immondizie ... dove gettano le carcasse dei cani e degli asini, e dove i figli di
Esaù (i cristiani) e di Ismaele (i turchi). inclusi Gesù e Maometto, noncirconcisi e
immondi come carcasse di cani, sono seppelliti."
9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI SUOI SEGUACI.
George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara, cita le seguenti parole del commentatore
dello Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
"In molti passi del Talmud si fa menzione di Gesù Nazzareno e dei suoi discepoli, e del
fatto che i Gentili credono che non ci sia altro dio fuori di lui. Nel libro Chizzuk Emunah,
parte I, cap. 36, leggiamo: 'I Cristiani ne fanno una questione (Zachary XII, 10) e dicono:
Ecco come il Profeta ha testimoniato che nei tempi futuri gli ebrei avrebbero pianto e
mandato lamenti per aver crocefisso ed ucciso il Messia che era stato loro inviato; e per
dimostrare che egli intendeva Gesù il Nazzareno, che possedeva sia la natura divina che
quella umana, essi citano le parole: E guardarono colui che avevano trafitto e piansero
su di lui come una madre sul suo primogenito.'"
Nel suo libro Hilkoth Melakhim (IX,4), Maimonide tenta di dimostrare quanto i cristiani
sbaglino nell'adorare Gesù:
"Se tutte le cose che egli fece fossero prosperate, se avesse ricostruito il Santuario al suo
posto, e se avesse raccolto insieme le tribù disperse di Israele, allora egli sarebbe
certamente il Messia.... Ma se non l'ha ancora fatto e se fu ucciso, allora è chiaro che non
era il Messia che la Legge ci dice di attendere. Egli era simile a tutti i buoni ed onesti
legislatori della Casa di Davide che morirono, e che il Santo e Benedetto Signore innalzò
per nessun altro motivo che di dimostrare a molti, come è detto (in Dan. XI,35): Ed alcuni
di coloro che capiscono cadranno, per provare a purgarli e renderli bianchi, fino alla
fine dei tempi, perchè il tempo prestabilito non è ancora. Daniele profetò anche su Gesù il
Nazzareno che credeva fosse il Cristo, e che fu messo a morte per giudizio del Senato:
(Dan. V.14): .... e i ladri del tuo popolo si innalzeranno per stabilire la visione; ma essi
non riusciranno. Potrebbe essere più chiaro? Infatti tutti i Profeti hanno detto che Cristo
avrebbe liberato Israele, gli avrebbe procurato la salvezza, avrebbe riunito i suoi popoli
dispersi e confermato la loro legge. Ma egli fu la causa della distruzione di Israele e fece
disperdere ed umiliare coloro che restarono, così che la Legge venne cambiata e la
maggior parte del mondo fu sedotta ed adorò un altro dio. Veramente nessuno può capire
i disegni del creatore, e nemmeno egli opera come noi operiamo. Infatti tutto quello che è
stato costruito da Gesù il Nazzareno e dai Turchi venuti dopo di lui, tende solo a preparare
la strada per la venuta di Cristo il Re, e a preparare tutto il mondo per il servizio del
Signore, come è detto: Allora Io dar ò una bocca pulita a tutte le genti che tutti possano
chiamare il nome del Signore, ed inchinarsi in unisono davanti a lui. In che maniera si
sta compiendo ciò? Tutto il mondo è già pieno delle lodi di Cristo, della Legge e dei
Comandamenti, e le sue lodi si sono sparse fino a terre lontane e a genti con il cuore e
corpo non circoncisi. Queste discutono fra di loro la Legge che fu distrutta -alcuni
dicono che i comandamenti erano veri una volta, ma che sono cessati di esistere; altri che
a proposito c'è un gran mistero, che il Messia-Re è venuto e che la loro dottrina l'ha
rivelato. Ma quando il Cristo verrà veramente e avrà succeso, e sarà elevato ed esaltato,
allora tutto cambierà e queste cose saranno dimostrate false e vane."
10. IDOLO
Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph) leggiamo:
"È importante indagare sul motivo per cui gli uomini oggi vendono e affittano le loro case ai
gentili. Alcuni dicono che ciò è legale perchè è detto nel Tosephta: Nessuno affitterà la sua
casa ad un gentile nè qui (nella terra d'Israele) nè in altro luogo perchè si sa che egli vi
introdurrà un idolo. È comunque permesso affittare loro stalle, fienili e alloggi, anche se si sa
che vi introdurranno degli idoli. Il motivo è che si può fare una distinzione fra un posto nel
quale verrà portato un idolo per lasciarvelo in maniera permanene ed un posto dove non sarà
lasciato permanentemente. In quest'ultimo caso, è permesso. E, dato che i gentili fra cui noi
ora viviamo non portano il loro idolo nelle loro case per lasciarvelo permanentemente, ma
solo provvisoriamente -quando qualcuno è morto in casa o quando qualcuno sta morendo, e
non vi celebrano nessun rito religioso - è permesso di vendere e affittare loro case."
Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull' Abhodah Zarah (83d) si esprime non meno
chiaramente su questo argomento:
"Oggi è permesso affittare case ai gentili perchè essi vi introducono il loro idolo solo
temporaneamente, quando qualcuno è ammalato." E nello stesso punto, egli dice 'Oggi
essi seguono la pratica di incensare il loro idolo.'"
Tutto ciò e molto più dimostra aldilà di ogni dubbio che, quando i rabbini parlavano degli
idoli dei gentili fra cui essi vivevano in quel tempo quando non venivano adorati gli idoli,
essi chiaramente intendevano l'"idolo" cristiano, cioè l'immagine di Cristo sul crocefisso e
la Santa Comunione.
NOTA SULLA CROCE
Nelle scritture ebraiche, non c'è una parola esattamente corrispondente alla croce
cristiana. La croce T sulla quale i condannnati a morte venivano crocefissi, veniva
chiamata Tau dai Fenici e dagli ebrei, e questo nome e segno furono poi introdotti
nell'alfabeto ebraico, greco e romano. La croce venerata dai cristiani, comunque, viene
chiamata con i seguenti nomi:
1. Tsurath Haattalui -l'immagine di colui che fu appeso.
2. Elil -vanità, idolo.
3. Tselem - immagine. Da qui i crociati nei libri ebraici sono chiamati Tsalmerim (ein
Tselmer)
4. Scheti Veerebh - trama e ordito; preso dall'arte tessile.
5. Kokhabh - stella; a causa dei quattro raggi che ne emanano.
6. Pesila -scultura, idolo scolpito.
Ma dovunque sia menzionata è sempre con il senso di un idolo o qualcosa di spregevole,
come appare dalle seguenti citazioni:
Nell'Orach Chaiim, 113,8:
"Se un ebreo dovesse, quando prega, incontrare un cristiano (Akum) che porta una stella
(un crocefisso) in mano, anche se fosse arrivato ad un punto della preghiera in cui è
necessario inchinarsi per adorare dio nel suo cuore, egli non dovrà farlo, affinchè non si
debba pensare che egli si inchina di frone ad un'immagine."
Nello Iore Dea, 150,2:
"Anche se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia nel piede davanti ad un idolo,
o se gli dovesse cadere del denaro davanti ad esso, egli non dovrà abbassarsi per togliersi
la scheggia o raccogliere il denaro affinchè non sembri che egli adori l'idolo. Ma egli dovrà
o sedersi o voltare la schiena o il fianco all'idolo e poi togliersi la scheggia." Ma quando
non è possibile ad un ebreo girarsi in questa maniera, egli è tenuto ad osservare la
seguente regola (in Iore Dea,3, Hagah):
Non è permesso inchinarsi o togliersi il cappello davanti a principi o preti che portano un
croce sul loro abito come sogliono fare. Si dovrà fare attenzione, comunque, a non essere
notati. Per esempio, è permesso gettare delle monete per terra e chinarsi per prenderle
prima che essi passino. In questa maniera è permesso inchinarsi o togliersi il cappello di
fronte ad essi."
Si fa anche distinzione fra una croce che è venerata ed una croce che è portata attorno al
collo come ricordo o come ornamento. La prima deve essere considerata un idolo, ma non
necessariamente la seconda. Nello Iore dea, 1, Hagah, si legge:
"L'immagine di una croce, davanti alla quale si inchinano, deve essere considerata un
idolo, e non deve essere usata fino a che non sia distrutta. Comunque, una "trama e
ordito", se portato intorno al collo come ricordo, non deve essere considerato un idolo e
può essere usato."
Il segno della croce fatto con la mano, con il quale i cristiani usano benedirsi, si chiama in
ebraico "muovere le dita qui e qui" (hinc et hinc).
Articolo III - Gli Insegnamenti di Cristo
Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare altro che falsità ed eresie il che era
irrazionale e impossibile da osservare.
1. FALSITA' Si dice nell'Abhodah Zarah (6a): "Un nazzareno è quella persona che
segue i falsi insegnamenti di quell'uomo che
insegnò loro a rendere culto nel primo giorno del sabato."
2. ERESIA
Nello stesso libro, Abhodah Zarah (Cap. I, 17a Toseph) si fa menzione dell'eresia di
Giacomo. Un po' più avanti (27b) si apprende che questo Giacomo non era altro che il
discepolo di Gesù:
"...Giacomo Sekhanites, uno dei discepoli di Gesù, di cui abbiamo parlato nel capitolo 1."
Ma Giacomo non ha insegnato la sua dottrina, ma quella di Gesù.
3. IMPOSSIBILE DA OSSERVARE
Su questo punto, l'autore di Nizzachon si esprime come segue:
"Una legge scritta dei cristiani è: Se un ebreo ti colpisce ad una guancia, offrigli anche
l'altra e non restituire in nessun modo il colpo. E il cap. VI, v. 27 dice: Amate i vostri
nemici; fate del bene a coloro che vi odiano. Benedite coloro che vi maledicono e pregate
per i vostri calunniatori. Se uno ti percuote su una guancia, e tu porgigli anche l'altra; e
se uno ti toglie il mantello, e tu non impedirgli di prenterti anche la tunica, ecc. Lo stesso
si trova in Matteo cap.V. v.39. Ma io non ho mai visto nessun cristiano obbedire a questa
legge, e nemmeno Gesù stesso si è mai comportato come ha insegnato agli altri. In
Giovanni cap. XVIII, v. 22, troviamo che quando qualcuno lo percosse su una guancia,
egli non offrì anhce l'altra guancia, ma si arrabbiò a causa di questa percossa e chiese:
"Perchè mi percuoti?" Similmente, negli Atti degli Apostoli, cap XXIII, v.3, leggiamo: che
quando il Sommo Sacerdote ordinò a coloro che gli stavano intorno di percuoterlo sulla
bocca, Paolo non offrì l'altra guancia; egli lo maledisse dicendo 'Iddio percoterà te,
muraglia imbiancata! ecc.' Ciò è contrario al loro credo e distrugge il fondamento su cui
poggia la loro religione, perchè essi sostengono che la legge di Gesù è facile da osservare.
Se Paolo stesso, che può essere chiamato il Dispensiere di Gesù, poteva non osservare il
precetto di Gesù, chi fra gli altri che credono in lui può dimostrarmi di poterlo fare?"
L'autore, che aveva il Vangelo e gli Atti degli Apostoli sotto mano non poteva comunque
non aver capito in che modo Cristo avesse comandato ai suoi seguaci di offrire l'altra
guancia a coloro che li avrebbero percossi, dato che, in un altro punto, egli comanda ai
suoi seguaci di tagliarsi una mano o un braccio, e di strapparsi un occhio se queste parti
del corpo avessero dato scandalo. Nessuno che abbia la minima conoscenza delle Sacre
Scritture, ha mai pensato che questi comandi debbano essere presi alla lettera. Solo la
profonda maliza ed ignoranza dei tempi in cui viveva Gesù può spiegare perchè gli ebrei,
ancora oggi, usano questi passi per svilire gli insegnamenti di Gesù Cristo.
CAPITOLO II
I CRISTIANI
Tre cose doranno essere esaminate in questo capitolo:
1. I nomi che il Talmud usa per i cristiani.
2. In che maniera il Talmud dipinge i cristiani
3. Che cosa dice il Talmud del culto religioso dei cristiani.
Articolo I. - I Nomi dati ai Cristiani nel Talmud
Come nelle nostre lingue i cristiani derivano il loro nome da Cristo, così nella lingua
del Talmud i cristiani sono chiamati Nostrim, da Gesù Nazzareno. Ma i cristiani sono
anche chiamati con i nomi usati nel Talmud per indicare tutti i non ebrei: Abhodah
Zarah, Adum, Obhde Elilim, Minim, Nokhrim, Edom, Amme Haarets, Goim,
Apikorosim, Kuthrim.
1. Abhodah Zarah - Culto strano, idolatria. Il Trattatello talmudico sull'idolatria è
intitolato come segue: Obhde Abhodah Zarah -Adoratori di idoli. Che Abhodah Zarah
veramente significhi culto degli idoli appare chiaro dal Talmud stesso: 'Venga Nimrod a
testimoniare che Abramo non era un servo di Abhidah Zarah.' Ma nei giorni di Abramo
non esisteva nessun culto strano, nè dei turchi nè dei nazzareni, ma solo il culto del vero
Dio e l'idolatria. Nello Schabbath (ibid. 82a), si legge:
"Il rabbino Akibah dice: Come sappiamo che Abhodah Zarah, come una donna immonda,
contamina coloro che l'accettano? Perchè Isaia dice:
Tu dovrai eliminarli come un panno da mestruazioni; e dirai ad esso, Vattene via," Nella
prima parte di questo versetto si fa menzione degli idoli d'oro e d'argento.
Anche il dotto Maimonide dimostra chiaramente che gli ebrei considerano i cristiani
Abhodah Zarah. Nel Perusch (78c) si legge:
"E si sappia che i cristiani che seguono Gesù, sebbene i loro insegnamenti siano diversi,
sono tutti adoratori di idoli (Abhodah Zarah)."
2. Akhum -Questa parola è costituita dalle lettere iniziali delle parole Obhde Kokhabkim
U Mazzaloth -adoratori di stelle e pianeti. Fu così che gli ebrei da principio descrissero i
gentili che erano privi della conoscenza del vero Dio. Ora, comunque, la parola Akum nei
libri degli ebrei, specialmente nello Schulkhan Arukh, si applica ai cristiani. Ciò è evidente
in numerosi passi:
Nell'Orach Chaiim (113,8) coloro che usano una croce sono chiamati Akum. Nello Iore
Dea (148,5,12) coloro che celebrano le feste di Natale e del Nuovo Anno, otto giorni dopo,
sono chiamati adoratori delle stelle e dei pianeti:
"Così che se, anche in questi tempi, un regalo è inviato all'Akum l'ottavo giorno dopo
Natale, che essi chiamano il Nuovo Anno," ecc.
3. Obhde Elilim - Servi di idoli. Questo nome ha lo stesso significato di Akum. I non ebrei
vengono spesso indicati con questo nome. Nell'Orach Chaiim, per esempio (212,,5), si
legge:
"Non si dovrà pronunciare benedizione su incenso che appartenga ai servi di idoli."
Ma in quel tempo, quando lo Schulkhan Arukh fu scritto, non c'erano 'servi di idoli' fra
coloro che vivevano con gli ebrei. Così per esempio, l'autore del Commentario sullo
Schulkhan Arukh (intitolato Magen Abraham), il rabbino Calissensis, che morì in Polonia
nel 1775, dice alla nota 8, sul No. 244 dell'Orach Chaiim (dove si permette di finire un
lavoro di sabato con l'aiuto di un Akum): "Qui nella nostra città sorge la questione sul
prezzo da pagarsi a coloro che adorano le stelle e i pianeti per spazzare la pubblica via
quando lavorano di sabato."
4. Minim -Eretici. Nel Talmud, coloro che possiedono libri chiamati Vangeli sono eretici.
Così in Schabbath(116a) si legge:
"Il rabbino Meir chiama i libri dei Minim Aven Gilaion (volumi iniqui) perchè li chiamano
Vangeli."
5. Edom -Edomiti. Il rabbino Aben Ezra, quando parla dell'Imperatore Costantino che
cambiò religione e mise sul suo stendardo l'immagine di colui che fu appeso, aggiunge:
"Roma perciò si chiama il Regno degli Edomiti."
E il rabbino Bechai, nel suo Kad Hakkemach (fol. 20a, su Isaiah, cap. LXVI,17) scrive:
"Sono chiamati Edomiti coloro che muovono le loro dita 'qui e qui'" (coloro che fanno il
segno della croce).
Nello stesso modo il rabbino Bechai, commentando le parole di Isaia (loc. cit.), "coloro
che mangiano la carne di maiale" aggiunge: "Questi sono gli edomiti." Il rabbino Kimchi,
comunque, li chiama "cristiani." E il rabbino Abarbinel, nel suo lavoro Maschima Ieschua
(36d) dice: "I nazzareni sono romani, i figli di Edom."
6. Goi - Razza o popolo. Per indicare un uomo, gli ebrei dicono anche Goi - un gentile; per
indicare una donna gentile, Goiah. A volte, ma molto raramente, gli israeliti vengono
chiamati con questo nome. Per lo più, esso è applicato ai non ebrei,
o idolatri. Nei libri ebraichi che trattano dell'idolatria, gli adoratori degli idoli sono spesso
chiamati con questo solo nome Goi. Per questo motivo, in edizioni più recenti del Talmud,
l'uso della parola Goi viene evitato di propostio e altre parole vengono usate al suo posto
per i non ebrei.
È un fatto noto che nella lingua ebraica, gli ebrei chiamano i cristiani fra cui abitano,
Goim. E gli ebrei stessi non lo nevano. A volte, nelle loro riviste popolati, essi dicono che
questa parola non significa niente di male o di nocivo. Ma il contrario può essere verificato
nei loro libri scritti in ebraico. Per esempio, nel Choshen Hammischpat (34,22), il nome
Goi si usa in senso diffamatorio:
"I traditori gli epicurei e gli apostati sono peggiori dei Goim."
7. Nokhrim - Stranieri, forestieri. Questo nome viene usato per tutti coloro che non sono
ebrei, e perciò anche per i cristiani.
8. Amme Haarets -Gente della terra, idioti. Alcuni dicono che, con questo nome, non si
indicano persone di altre razze, ma solo persone incolte e rozze. Esistono comunque dei
passi che non lasciano nessun dubbio sulla questione. Nella Sacra Scrittura, Libro di Esra,
cap. X, 2, si legge:
Noi abbimo peccato contro il nostro Dio, ed abbiamo preso mogli straniere (nokhrioth)
del popolo della terra. Che le parole popolo della terra denotino gli idolatri risulta chiaro
in Zohar,I,25a: "Il popolo della terra - Obhde Abhodah Zarah, idolatri."
9. Basar Vedam - Carne e sangue; uomini carnali destinati alla perdizione e che non
possono entrare in comunione con Dio. Che i cristiani siano carne e sangue, lo dimostra il
libro di preghiere:
"Chiunque incontri un saggio e colto cristiano può dire: Sia tu benedetto o Signore, Re
dell'Universo, che hai dispensato un po' della tua saggezza alla Carne e Sangue," ecc.
Nello stesso modo, in un'altra preghiera, nella quale gli ebrei chiedono a Dio di
ripristinare il regno di Davide e di inviare Elia e il Messia, ecc., essi gli chiedono di
togliere da loro la povertà in maniera di non aver bisogno di accettare dei regali dalla
"carne e sangue," nè di commerciare con loro, e nemmeno di cercare di ottenere uno
stipendio da loro.
10. Apikorosim - Epicuirei. Sono chiamati con questo nome tutti coloro che non
osservano i precetti di Dio, come pure tutti coloro che, anche se ebrei, esprimono giudizi
privati in materia di fede. Quanto più tratterano in questa maniera un cristiano!
11. Kuthim - Samaritani. Ma dato che non ci sono più dei samaritani, e dato che, nei libri
ebraici recenti, si parla molto spesso di samaritani, può esserci alcun dubbio sul fatto che
con questa parola si intendano i cristiani?
Inoltre, in questa faccenda di attribuire un nome a coloro che non sono ebrei, si
deve notare in particolare che negli scritti ebraici questi nomi vengono usati
indiscriminatamente e indifferentemente con lo stesso significato. Per esempio, nel
trattatello Abhodah Zarah (25b) viene usata la parola Goi, ma nello Schulchan Arukh
(Iore Dea 153,2) viene usato il termine Akum. Kerithuth (6b) usa Goim; Jebhammoth
(61a) usa Akum,
Abhodah Zarah (2a) usa Obhde Elilim: Toseph usa Goim e Obhde Ab, Choshen
Hammischpat (edizione veneziana) usa Kuthi; (Slav, ed.) Akum . E si potrebbero citare
molti altri esempi.
Nel suo libro sull'Idolatria, Maimonide chiama indiscriminatamente idolatri tutti costoro:
i Goim, gli Akum, gli Obhde Kokhabhim, gli Obhde
Elilim, ecc.
Articolo II - Ciò che il Talmud Insegna Sui Cristiani
Nel capitolo precedente abbiamo visto che cosa gli ebrei pensino del Fondatore della
religione cristiana, e quanto essi abborriscano il suo nome.
Stando così le cose, non ci si può aspettare che possano nutrire un'opinione migliore su
coloro che seguono Gesù Nazzareno. Infatti, non si può immaginare nulla di più
abominevole di ciò che hanno da dire sui cristiani. Dicono che sono idolatri, il peggior tipo
di persone, molto peggiori dei turchi, assassini, fornicatori, animali impuri, simili a
immondizia, indegni di essere chiamati uomini, bestie in forma umana, degni del nome di
bestie, mucche, asini, maiali, cani, peggio dei cani; che si propagano nella maniera delle
bestie, che sono di origine diabolica, che le lor anime vengono dal diavolo e che dopo la
morte ritornano al diavolo nell'inferno; e che perfino il corpo di un cristiano morto non è
meglio di quello di un animale.
1. IDOLATRI
Dato che i cristiani seguono gli insegnamenti di quell'uomo, che gli ebrei considerano
Seduttore e Idolatra, e dato che essi lo adorano come Dio, ne consegue chiaramente che
essi meritano il nome di idolatri, non diversamente di coloro fra i quali gli ebrei erano
vissuti prima della nascita di Cristo, e che, secondo il loro insegnamento, dovevano essere
sterminati in tutte le maniere possibili.
Ciò è meglio dimostrato dai nomi usati per i cristiani e dalle inequivocabili parole di
Maimonide che dimostrano che tutti coloro che portano il nome di cristiani sono idolatri.
E chiunque esamini i libri ebraici che trattano degli "Adoratori delle Stelle e dei Pianeti"
degli "Epicurei," dei "Samaritani," ecc., non può che concludere che questi idolatri altro
non sono che i cristiani. I turchi sono sempre chiamati "Ismaeliti," mai idolatri.
2. I CRISTIANI SONO PEGGIO DEI TURCHI
Maimonide nel suo Hilkhoth Maakhaloth (cap. IX) dice:
"Non è permesso bere il vino di uno straniero che si converte, cioè di una persona che
accetti i sette precetti di Noè, ma è permesso trarne qualche beneficio. È permesso
lasciarlo solo con del vino, ma non metterglielo di fronte. Lo stesso è
permesso nel caso di tutti i gentili che non sono idolatri, come i turchi ((Ismaeliti)).
All'ebreo, comunque, non è permesso bere il loro vino (((degli idolatri - ndt))), anche se
ciò può essere usato a suo vantaggio. Tutti i rabbini più conosciuti sono d'accordo su
questo punto. Ma dato che i cristiani sono idolatri, non è permesso nemmeno usare il loro
vino a proprio vantaggio."
3. ASSASSINI
Nell' Abhodah Zarah (22a) si dice:
L'ebreo non deve associarsi con i gentili in quanto questi indulgono nello spargimento di
sangue."
In modo simile, nello Iore Dea:
"L'Israelita non si deve associate con gli Akum ((cristiani)) perchè indulgono nello
spargimento di sangue."
Nell' Abhodah Zarah (25b) si dice:
"I rabbini hanno insegnato: Se un Goi si affianca ad un israelita lungo la strada, egli
((l'ebreo)) deve camminare alla sua destra. Il rabbino Ismaele, il figlio del rabbino
Jochanan, il nipote di Beruka, dice: Se il Goi porta una spada, l'ebreo deve camminare alla
sua destra. Se il Goi porta un bastone, l'ebreo dovrà camminare alla sua sinistra. (((la
traduzione è letterale, ma si può avere un significato logico solo se al posto delle parole
'alla sua destra' e 'alla sua sinistra' si usano rispettivamente 'alla sua sinistra' e 'alla sua
destra' - ndt))) Se sta salendo un pendio o scendendo in ripida discesa, l'ebreo non deve
camminare davanti con il Goi dietro, ma l'ebreo deve camminare dietro e il Goi davanti,
nè si deve abbassare di fronte a lui per tema che il Goi gli possa spaccare il cranio. E se il
gentile dovesse chiedere all'ebreo fino a dove deve andare, egli dovrà far finta di andare
molto lontano, come disse Giacobbe, nostro padre, all'empio Esaù: Fino a che non arrivo
dal mio Signore a Seir (Gen. XXXIII, 14-17), ma (((qui ci sarebbe da precisare il soggetto
del verbo che segue e che dovrebbe essere la sacra scrittura - ndt))) aggiunge: Giacobbe è
partito (meglio, and ò) per Sukoth."
Nell' Orach Chaiim (20,2) si dice:
"Non vendere il tuo soprabito (Talith) con le frange ad un Akum, affinchè egli non si
unisca ad un ebreo per la via e lo uccida.
È anche proibito fare a cambio del soprabito con un gentile, o venderglielo, eccetto che
per breve tempo quando non ci sia niente da temere da lui."
4. FORNICATORI
Nell' Abhodah Zarah (15b) si dice:
"Gli animali di sesso maschile non dovranno essere lasciati nelle stalle dei gentili con i
loro uomini, nè gli animali di sesso femminile con le loro donne; tanto meno dovranno gli
animali di sesso femminile essere lasciati con i loro uomini, e di sesso maschile con le loro
donne. Nemmeno le pecore dovranno essere lasciate in custodia ai loro pastori; nè si
dovrà avere con loro (((con i gentili -ndt))) alcun rapporto sessuale; nè i bambini
dovranno essere loro affidati per imparare un mestiere o a leggere."
Un po' più avanti, nello stesso trattatello (22a), si spiega il motivo per cui gli
animali non devono essere lasciati nelle stalle dei gentili, e perchè agli ebrei non è
permesso di avere rapporti sessuali con loro (((i gentili -ndt))): "Non si deve permettere
che gli animali si avvicinino ai Goim, perchè si sospetta che (((questi ultimi -ndt)))
abbiano rapporti sessuali con loro. Nè le donne dovranno coabitare con i Goim in quanto
sono esageratamente sessuali."
A pag. 22b dello stesso libro si spiega il motivo per cui gli animali, specialmetne se di
sesso femminile, devono essere tenuti lontani dalle loro donne (((dalle donne ebraiche -
ndt))).
"...perchè quando gli uomini gentili vengono alle case dei loro vicini per commettere
adulterio con le loro mogli e non le trovano a casa, essi fornicano con le pecore nelle
stalle. E a volte, anche quando le mogli dei loro vicini sono a casa, essi preferiscono
fornicare con gli animali; essi infatti amano le pecore degli israeleiti più delle loro proprie
donne."
È per lo stesso motivo che non si devono affidare degli animali alle cure dei pastori dei
Goim, nè i bambini ai loro maestri.
5. IMMONDI
Il Talmud fornisce due motivi per cui i Goim sono immondi: perchè essi mangiano cose
immonde, e perchè non sono stati purificati (dal peccato originale) sul Monte Sinai. Nello
Schabbath (145b), si dice:
"Perchè i Goim sono immondi? Perchè essi mangiano cose abominevoli e animali che
strisciano sul ventre."
In maniera simile, in Abhodah Zarah 22b:
"Perchè sono immondi i Goim? Perchè essi non erano presenti sul monte Sinai. Infatti,
quando il serpente entrò in Eva, egli le infuse l'immondizia. Ma gli ebrei furono purificati
da ciò sul Monte Sinai; i Goim, comunque, che non erano sul Monte Sinai, non furono
purificati."
6. PARAGONATI AD ESCREMENTI
"Quando dieci persone pregano insieme in un posto e dicono Kaddisch, oppure
Kedoschah, tuutti, anche se non sono del luogo, possono rispondere Amen. Ci sono
alcuni, comunque, che dicono che non deve essere presente nessun escremento o Akum."
Nello Iore Dea, (198 48) Hagah, si dice:
Quando le donne ebree escono dal bagno, devono cercare di incontrare un amico per
primo, e non una persona immonda o un cristiano. Se per caso lo incontrano, infatti, se
vogliono mantenersi pulite, dovranno tornare a fare il bagno."
Vale la pena di notare che il seguente elenco di cose immonde viene presentato nel Biur
Hetib, un commentario sullo Schulchan Arukh: "Le donne dovranno lavarsi di nuovo se
vedono unca cosa immonda, come un cane, un asino, o Gente della Terra; un cristiano
(Akum) un cammello, un maiale, un cavallo ed un lebbroso."
7. NON SIMILI AGLI UOMINI, MA ALLE BESTIE
Nel Kerithuth (6b p. 78) si dice:
"L'insegnamento dei rabbini è il seguente: Colui che versa olio su di un Goi, e su corpi
morti viene liberato dalla punizione.
Questo è vero per un animale perchè non è un uomo. Ma come si può dire che versando
olio su di un Goi si sia liberati dalla punizione, dato che un Goi è anche un uomo? Ma
questo non è vero: sta infatti scritto: Tu sei il mio gregge, il gregge del mio pascolo sono
gli uomini (Ezechiele, XXXIV, 31). Voi perciò siete chiamati uomini. ma i Goim non sono
chiamati uomini."
Nel trattatello Makkoth (7b) si dice che una persona sia colpevole di assassinio "eccetto
quando, intendendo uccidere un animale, egli uccide per sbaglio un uomo, o, intendendo
uccidere un Goi, egli uccide un israelita."
Nell' Orach Chaiim (225,10) si dice:
"Colui che vede delle belle creature, anche se si tratta di un Akum o di un animale, egli
dovrà dire 'Benedetto sia tu Signore Nostro Dio, Re dell'Universo, che han messo tali cose
sulla terra!'"