IDOLO.

IDOLO. Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph) leggiamo: "è
importante indagare sul motivo per cui gli uomini oggi vendono: e: affittano le
loro case ai gentili. Alcuni dicono, che, ciò è legale perché è detto nel
Tosephta: Nessuno affitterà la sua casa ad un gentile né qui (nella terra
d'Israele), né in altro luogo perché si sa, che, egli vi introdurrà un idolo. è
comunque permesso affittare loro stalle, fienili: e: alloggi, anche, se si sa,
che, vi introdurranno degli idoli. Il motivo è, che, si può fare una
distinzione fra un posto nel quale verrà portato un idolo, per lasciarvelo in
maniera permanente, ed un posto dove: non: sarà lasciato permanentemente.
In quest'ultimo caso, è permesso.

82. E, dato, che, i gentili fra cui, noi ora viviamo: non: portano il loro idolo
nelle loro case, per lasciarvelo permanentemente, ma, solo provvisoriamente:
quando qualcuno è morto in casa o: quando, qualcuno sta morendo e: non: vi
celebrano nessun rito religioso: è permesso di: vendere: e: affittare loro
case. " Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull'Abhodah Zarah (83d) si
esprime: non: meno chiaramente su questo argomento: "Oggi è permesso affittare
case ai gentili, perché essi vi introducono il loro idolo solo temporaneamente,
quando qualcuno è ammalato. " E nello stesso punto, egli dice: “Oggi essi
seguono la pratica di: incensare il loro idolo.“

83. Tutto ciò: e: molto più, dimostra aldilà di: ogni dubbio, che, quando i
rabbini parlavano degli idoli dei gentili, fra cui essi vivevano, in quel tempo
quando: non: venivano adorati gli idoli, essi chiaramente intendevano l'"idolo"
cristiano, cioè l'immagine di: Cristo sul crocefisso: e: la Santa Comunione.
NOTA SULLA CROCE. Nelle scritture ebraiche: non: cӏ una parola esattamente
corrispondente alla croce cristiana. La croce T sulla quale i condannati: a:
morte venivano crocefissi, veniva chiamata: Tau dai Fenici: e: dagli ebrei, e:
questo nome: e: segno furono poi introdotti nell'alfabeto ebraico, greco: e:
romano.

84. La croce venerata dai cristiani, comunque, viene chiamata: con: i seguenti
nomi: 1. Tsurath Haattalui: l'immagine di: colui, che, fu appeso. 2. Elil
:vanità, idolo. 3. Tselem: immagine. Da qui i crociati nei libri ebraici
sono chiamati Tsalmerim (ein Tselmer). 4. Scheti Veerebh: trama: e: ordito; preso dall’arte tessile. 5. Kokhabh
: stella;a: causa dei quattro raggi, che, ne emanano. 6. Pesila:
scultura, idolo scolpito. Ma dovunque sia menzionata è sempre con: il senso di:
un idolo o: qualcosa di: spregevole, come appare dalle seguenti citazioni:

85. Nell'Orach Chaiim, 113,8: "Se un ebreo dovesse, quando prega, incontrare un
cristiano (Akum (cristiano)), che, porta una stella (un crocefisso) in mano,
anche, se fosse arrivato ad un punto della preghiera in cui è necessario
inchinarsi, per adorare dio, nel suo cuore, egli: non: dovrà farlo, affinché:
non: si debba pensare, che, egli si inchina di: fronte ad un”immagine. " Nello
Iore Dea, 150,2: "Anche, se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia nel piede
davanti ad un idolo, o: se gli dovesse cadere del denaro davanti ad esso, egli:
non: dovrà abbassarsi per togliersi la scheggia o: raccogliere il denaro
affinchè: non: sembri, che, egli adori l'idolo.

86. Ma egli dovrà o: sedersi o: voltare la schiena o: il fianco all’idolo: e:
poi togliersi la scheggia. "Ma quando: non: è possibile, ad un ebreo girarsi, in
questa maniera, egli è tenuto ad osservare la seguente regola (in Iore Dea, 3,
Hagah): Non è permesso inchinarsi o: togliersi il cappello davanti: a: principi
o: preti, che, portano un croce sul loro abito come sogliono fare. si dovrà fare
attenzione, comunque: a: non: essere notati. Per esempio, è permesso gettare
delle monete per terra: e: chinarsi per prenderle prima, che, essi passino. In
questa maniera è permesso inchinarsi o: togliersi il cappello di: fronte ad
essi. "

87. Si fa anche, distinzione fra una croce, che, è venerata ed una croce, che,
è portata attorno al collo come ricordo o: come ornamento. La prima deve essere
considerata un idolo, ma: non: necessariamente la seconda. Nello Iore dea, 1,
Hagah, si legge: "L'immagine di: una croce, davanti alla quale si inchinano,
deve essere considerata un idolo, e: non: deve essere usata fino: a, che: non:
sia distrutta. Comunque, una "trama: e: ordito", se portato intorno al collo
come ricordo: non: deve essere considerato un idolo: e: può essere usato."Il
segno della croce fatto con: la mano, con: il quale i cristiani usano benedirsi,
si chiama: in ebraico "muovere le dita qui: e: qui" (hinc et hinc).

[talmud]88. Articolo III: Gli Insegnamenti di: Cristo. Il Seduttore: e: un
Idolatra: non: possono insegnare altro, che, falsità ed eresie il, che, era
irrazionale: e: impossibile da osservare. 1. FALSITA” Si dice: nell'Abhodah
Zarah (6a):2. "Un nazzareno è quella persona, che, segue i falsi insegnamenti
di:3. quell'uomo, che, insegnò loro: a: rendere culto nel primo giorno del
sabato."2. ERESIA. Nello stesso libro: Abhodah Zarah (Cap. I, 17a Toseph) si fa
menzione dell’eresia di: Giacomo. Un po” più avanti (27b) si apprende, che,
questo Giacomo: non: era altro, che, il discepolo di: Gesù:"... Giacomo
Sekhanites, uno dei discepoli di: Gesù, di: cui abbiamo parlato nel capitolo 1.
"Ma Giacomo: non: ha insegnato la sua dottrina, ma, quella di: Gesù.