LA CEI CHIEDE ANCORA SCUSA AGLI EBREI

«Se contro ogni mia intenzione ho urtato la sensibilità degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e chiedo scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri». Così esordì in un’intervista al Corriere della Sera padre Raniero Cantalamessa dopo le polemiche suscitate dal parallelo tra gli attacchi alla Chiesa per i preti pedofili e la Shoa, citato durante la liturgia del Venerdì Santo in Vaticano. Le comunità ebraiche non hanno gradito l’accostamento e padre Lombardi è stato costretto a rettificare, precisare, aggiustare, scusarsi all’amico ebreo. La storia si ripete. Tant’è!
http://ilgraffionews.wordpress.com/2010/04/13/shalom-la-cei-chiede-ancora-scusa-agli-ebrei/
Di fronte poi alle scuse che, oggi più di ieri, a dispetto del tempo trascorso, in una sorta di parossismo cronologicamente inversamente proporzionale, la comunità ebraica esige dai più svariati settori della società e che vengono porte con estrema riverenza da chiunque rivesta un incarico appena superiore a quello di un vigile urbano non si può non essere perplessi. Gli errori commessi in altre epoche non possono e non devono trasformarsi in un’arma di ricatto, tantomeno di un ricatto permanente. Il nostro, poi, è uno strano BelPaese che ha volutamente focalizzato la sua memoria storica esclusivamente su quell’episodio e che per tutto il resto, sia per quanto riguarda la gratitudine a chi per lei ha combattuto o il desiderio di fare giustizia nei confronti di chi l’ha tradita o ha mutilato i suoi confini, silenziosamente e servilmente riverisce.
Dal sito web PONTIFEX
Eccellenza alcuni giornali e voci isolate chiedono alla Chiesa una sorta di pubblico perdono per i preti pedofili: «Penso che sia ora di dire basta. Di perdono ne abbiamo chiesti troppi e lo facciamo anche alla messa tutti i santi giorni. Pensino a farlo gli anglicani, tanto che molti di loro hanno deciso di passare al cattolicesimo, ora mi auguro che non ci imbarchiamo una bella dose di gay». Poi aggiunge: «La pedofilia é una cosa orrenda e basterebbe un solo caso per far gridare allo scandalo, ma mi consta che anche in altre confessioni ve ne siano e in proporzione maggiore a quella della Chiesa cattolica».
Ma chi orchestra questa manovra?: «I nemici di sempre dei cattolicesmo, ovvero massoni ed ebrei e l’intreccio tra di loro a volte é poco facile da capire». Precisa: «Ritengo che sia maggiormente un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza, loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi». Ora saltano: «Ci sta poco da saltare. Le Scritture lo dicono bello chiaro. Magari lo erano in modo inconsapevole, hanno  goduto della ignavia di Pilato, certo: ma deicidi sono, il crucifige lo hanno detto loro e non altri». Poi precisa: «La loro colpa fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro con il non piangete su di me, ma sui vostri figli».
Che cosa intende dire?: «L’olocausto fu una vergogna per la intera umanità,ma ad esso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità é che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono la economia tedesca. Una tanto veemente reazione si deve anche a questo, la Germania era stanca delle angherie di chi praticava tassi di interesse da usura».
Il suo non è un discorso politicamente corretto: «Poco male, ma compito dei vescovi é parlare chiaro, sì sì, no, no. Furono deicidi e questo non lo dice Babini, lo dice il Vangelo, volete rinnegarlo o cambiarlo? Certo, per buonismo si arriva anche a questo». Precisa: «Cristo è il Redentore, é morto anche per la salvezza degli ebrei e di tutti e ciascuno di noi giornalmente lo crocifigge col peccato, ma dal punto di vista storico, si trattò di deicidio,bello e buono».
Forse ci sta anche la lobby gay: «Non lo dubito, anche loro se possono tirano sulla Chiesa. Bisogna trattare coloro che solo hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza ifierire, con misericordia. Ma accettino serenemante la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano la omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l’ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali».
Ma come ritiene la ostentazione gay?: «Un vizio osceno, una cosa che denota mancanza di equilibrio e violazione della natura».
Darebbe i sacramenti ad un gay conclamato?: «La comunione certo no. Per il funerale se dovessimo applicare il diritto canonico direi di no, ma alcune volte i parenti ti chiedono l’impossibile e pretendono una chiesa che lavora a gettone. Certo, bisogna sempre far prevalere la misericordia per quanto riguarda il suicida e credo che sia giusto dar loro il funerale. Per l’omosessuale che pubblicamente ha oltraggiato la chiesa e l’ordine etico direi no».
Ha seguito il caso della povera Elisa Claps?: «Solo da quanto leggo e lo trovo incomprensibile. Certo, vi é stato un clima omertoso. Non penso che il vecchio parroco abbia ucciso la ragazza, probabilmente ha cercato di limitare lo scandalo tacendo, ma nessuno potrà mai provarlo. Un cadavere non può stare 17 anni in una sofftta senza che nessuno sapesse. Chissà,una chiesa sconsacrata, se si accerta che il delitto é avvenuto in chiesa, potrebbe fare piacere».  A chi?: «Non lo so».
DAL 1948 ISRAELE OCCUPA ILLEGALMENTE I TERRITORI PALESTINESI, IN SPREGIO DI TUTTE LE RISOLUZIONI ONU, PRIVANDO OLTRE 3 MILIONI E MEZZO DI PERSONE DEI DIRITTI ALLA LIBERTA’ DI MOVIMENTO, AL LAVORO, ALLA SALUTE, ALL’EDUCAZIONE. ASSASSINARE CIVILI E’ UN CRIMINE DI GUERRA. ISRAELE NON HA IL DIRITTO DI DISTRUGGERE LA VITA CIVILE PALESTINESE, CAUSANDO DISTRUZIONI GRATUITE, MORTE E UMILIAZIONI. NON SI PUO’ TOLLERARE CHE I CIVILI PALESTINESI VENGANO ATTACCATI E UCCISI A MIGLIAIA SENZA CHE NESSUNO PROVI COMPASSIONE O PARLI IN LORO DIFESA. L’ATTO SCELLERATO DI CHI LANCIA RAZZI NON PUO’ ESSERE PARAGONATO ALLA PIANIFICATA AGGRESSIONE DI MASSA VERSO LA POPOLAZIONE PALESTINESE NELLA STRISCIA. QUESTA NON E’ UNA GUERRA TRA ISRAELE E HAMAS MA UN’AGGRESSIONE DELL’ESERCITO SIONISTA ALLA POPOLAZIONE CIVILE DI GAZA. TUTTO QUESTO E’ RAZZISMO E SI CHIAMA CHIAMA GENOCIDIO…
Il Talmud (ebraico תלמוד, che significa insegnamento, studio, discussione dalla radice ebraica ל-מ-ד, LMD) è uno dei testi sacri dell’ebraismo: diversamente dalla Torah, il Talmud è riconosciuto solo dall’Ebraismo che, assieme ai Midrashim e ad altri testi Rabbinici o mistici noti del Canone ebraico, lo considera come Torah orale rivelata sul Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di generazione in generazione, fino alla conquista romana. Il Talmud fu fissato per iscritto solo quando, con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, gli ebrei temettero che le basi religiose di Israele potessero sparire. Il Talmud consiste in una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti (hakhamim) e i maestri (rabbanim) circa i significati e le applicazioni dei passi della Torah scritta, e si articola in due livelli:
  • la Mishnah (o ripetizione) raccoglie le discussioni dei maestri più antichi (giungendo fino al II secolo);
  • la Ghemarah (o completamento), stilata tra il II e il V secolo, fornisce un commento analitico della Mishnah.
Il Talmud è anche conosciuto con il nome di Shas, acronimo di Shisha Sedarim, i sei ordini (Zeraim, Moed, Nashim, Nezikin, Kodashin, Tohorot) in cui è divisa la Mishnà. La suddivisione del Talmud è identica a quella della Mishnà: i Shisha Sedarim si suddividono in Massechtot – trattati, i quali a loro volta sono composti da capitoli. Secondo la tradizione ebraica la Torah scritta non può essere applicata senza la Torah orale.
ALCUNI PRECETTI RIGUARDANTI I CRISTIANI
 del Rev. I.B. Pranaitis tratto da “Il Talmud smascherato”
Secondo l’insegnamento del Talmud, i cristiani sono idolatri e tenuti in odio dagli ebrei. Di conseguenza, ogni ebreo che desiera piacere a Dio ha il dovere di osservare i precetti che furono trasmessi ai Padri della loro razza quando vivevano in Terra Santa e che riguardano i gentili idolatri, sia quelli che abitavano fra di loro che quelli che abitavano in paesi vicini. L’ebreo perciò deve evitare i cristiani e fare tutto ciò che può per sterminarli.
CAPITOLO I
I CRISTIANI DEVONO ESSERE EVITATI
Gli ebrei devono evitare tutti i contatti con i cristiani per quattro motivi: (1) Perchè non sono degni di partecipare alla vita ebraica; (2) Perchè sono immondi; (3) Perchè sono idolatri; (4) Perchè sono assassini.
ARTICOLO I.
I Cristiani Devono Essere Evitati
Perchè Sono Indegni di Partecipare ai Costumi Ebraici

L’ebreo, per il fatto di appartenere alla razza eletta e di essere circonciso, possiede una tale dignità che nessuno, nemmeno un angelo, può essergli uguale. Infatti, egli viene considerato quasi uguale a Dio. “Colui che colpisce un israelita” dice il rabbino Chanina “agisce come se schaffeggiasse la faccia della Divina Maestà di Dio. L’ebreo è sempre considerato buono, nonostante certi peccati che possa commettere; nè possono i suoi peccati contaminarlo, più di quanto la sporcizia possa contaminare il gheriglio della noce, ma sporca solo il suo guscio. Solo l’ebreo è considerato un uomo; l’intero mondo gli appartiene e tutte le cose lo devono servire, specialmente gli animali che hanno forma di uomini. E’ perciò chiaro che essi considerano contaminanti tutti i contatti con i cristiani, in quanto detraggono dalla loro dignità. Perciò essi devono secondo la loro legge tenersi il più lontano possibile da tutti coloro che vivono e agiscono come fanno i cristiani”.
1. L’EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO
Nel Gittin, (62a), si dice: “L’ebreo non deve mai entrare nella casa di un Nokhri di giorno di festa per salutarlo. Comunque, se lo incontra per la strada, potrà salutarlo, ma brevemente e a testa china”.
2. L’EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL SALUTO DEL CRISTIANO
Nello Iore Dea (148,10) si dice: “L’ebreo non deve ricambiare il saluto del cristiano inchinandosi davanti a lui. E’ bene perciò salutarlo per primo evitando così di risponderein caso che l’Akum lo saluti per primo. “Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo saluta un cristiano egli deve prima dire”. “Pace al mio Signore”, intendendo con ciò il suo rabbino. Infatti il Tosephoth dice: “Perchè il suo cuore si rivolgeva al suo rabbino”.
3. L’EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI AD UN GIUDICE CRISTIANO
Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice: “All’ebreo non è permesso portare il suo caso davanti ai giudici Akum, anche se la questione venisse giudicata secondo le decisioni della legge ebraica, e anche se entrambe le parti fossero d’accordo di attenersi a tali decisioni. Colui che lo fa è empio e simile ad uno che calunnia e bestemmia e che alza la mano contro la Legge trasmessa a noi da Mosè, il nostro grande legislatore. La Hagah dice “Il Bethin ha il potere di scomunicare questa persona fino a che egli non liberi il suo fratello ebreo dalle mani dei gentili”.
4. NON E’ PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI
Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice: “Il Goi o il suo servo è incapace ad agire come testimone”.
5. ALL’EBREO NON E’ PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO CRISTIANO
Nello Iore Dea (112,1) si dice: “Gli anziani proibirono di mangiare il cibo degli Akum, per non sembrare di essere in rapporti di amicizia con loro”. E nell’ Abhodah Zarah (35b) si dice: “Le cose seguenti che appartengono ai Goim sono proibite: Latte che un Goi prende da una mucca, se non è presente un ebreo; anche il loro pane, ecc”.
6. L’EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI
Nello Iore Dea (178,1) si dice: “Non è permesso imitare le usanze degli Akum e agire come loro. Non è permesso indossare abiti come gli Akum, e nemmeno pettinarsi come fanno loro….nè devono gli ebrei costruire case che assomiglino ai templi degli Akum. “Comunque, dato che non è possible osservare tutte queste regole in tutti i luoghi, la Hagah dice che, fino ad un certo punto, si possono fare eccezioni come nel caso in cui ciò tornasse a vantaggio di un ebreo – se, per esempio, un ebreo potesse trarre profitto da un commercio che richiede un certo tipo di abbigliamento”.

ARTICOLO II.
I Cristiani Devono Essere Evitati
Perchè Sono Immondi
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Non si sa quanto spesso l’ebreo debba lavarsi e purificarsi, e nemmeno quanto debba studiare per evitare tutto ciò che può contaminarlo. Il Talmud insegna, comunque, che i cristiani sono persone il cui semplice contatto tattile rende le cose immonde. Nell’ Abhodah Zarah (72b) si legge: “Un certo uomo stava versando del vino da un contenitore ad un altro per mezzo di un tubo, quando un Goi venne e toccò il tubo con la mano. Il risultato fu che tutto il vino (di entrambi i contenitori) dovette essere gettato via. “Tutti i recipienti, perciò, devono essere lavati se l’ebreo l’ha acquisito da un cristiano, anche se non è mai stato usato. Nello Iore Dea (120,1) si dice: “Se un ebreo compra da un Akum un recipiente per usarlo a tavola, sia che sia fatto di metallo, di vetro o di piombo, anche se è nuovo, lo dovrà lavare in un Mikvah (grande catino), o in una cisterna che tenga quaranta quarti d’acqua”.ARTICOLO III.
I Cristiani Devono Essere Evitati
Perchè Sono Idolatri

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1. AFFINCHE’ l’ebreo non diventi occasione di peccato per il cristiano idolatro, secondo il precetto di Levit. XIX,14: Non porre una pietra d’inciampo davanti al cieco- egli dovrà evitare tutti i contatti con essi nei loro giorni di culto ai loro dei. Nell’ Abhodah Zarah (2a) si dice: “Non è permesso comperare o vendere loro alcunchè nei tre giorni che precedono le loro feste idolatriche. E’ anche proibito concedere o accettare aiuto da loro, scambiare denaro con loro, rimborsare loro un prestito o permettere loro di rimborsare i loro prestiti.” Nell’ Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide, fol.8), si dice: “Tutte le feste dei seguaci di Gesù sono proibite, e noi dobbiamo comportarci nei loro confronti come faremmo con gli idolatri. Il primo giorno della settimana è la loro festa principale, ed è perciò proibito intrattenere, nel loro giorno di sabato, qualsiasi contatto d’affari con coloro che credono in Gesù. Riguardo il loro sabato, noi dobbiamo osservare le stesse regole che osserviamo per le festività degli idolatri, come insegna il Talmud”.
2. L’EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI IL CULTO DEI CRISTIANI.
Nello Iore Dea (139,1) si dice: “E’ proibito avere a che fare con gli idoli e con qualsiasi cosa venga usata per il loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli Akum o dagli ebrei”.
3. E’ PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI COSA CHE SERVA PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nell’ Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice: “E’ sempre proibito vendere incenso ad un prete idolatra, infatti è evidente che quando egli lo chiede, lo vuole per il solo scopo di offrirlo al suo idolo. Perciò, chiunque glielo venda, pecca contro il precetto che ci proibishe di porre una pietra d’inciampo davanti al cieco. E’ anche proibito vendere candele ai gentili per la loro Festa delle Candele. Le candele comunque possono essere loro vendute negli altri giorni. Nè è permesso vendere un calice ad un gentile che l’ebreo abbia comprato dopo che è stato rotto e gettato via da un Goi. E’ permesso rivenderlo ad un gentile dopo che sia stato completamente rifatto. Infatti, dopo che è stato rotto una sola volta, esso può essere ancora usato per contenere il vino che offrono in onore del loro idolo.” Segue poi la proibizione circa la vendita di libri ai preti cristiani, come abbiamo visto sopra. Anche il lavoro di rilegare tali libri è proibito per gli ebrei. Nello Iore Dea (139,15) si dice: “E’ proibito rilegare i libri degli Akum, con l’eccezione dei libri di legge. E’ permesso, comunque, se il rifiuto do farlo dovesse causare ostilità, ma solo dopo che ogni sforzo sia stato fatto per rifiutare tale lavoro”. Similmente, nello Iore Dea (151,1, Hagah): “Non è permesso vendere acqua ad un Akum se si sa che verrà usata come acqua battesimale.”Si fa menzione anche di molte altre cose che è proibito vendere ai cristiani, come: stoffa che possa essere usata per confezionare vestimenti sacerdotali e bandiere; carta e inchiostro che possa essere usata per scrivere libri riguardanti il loro culto. E’ proibito vendere, o anche dare in affitto, ai cristiani case che verranno usate come luoghi di culto. Oggigiorno, comunque, gli ebrei commerciano con i cristiani specialmente nei giorni delle feste cristiane e vendono loro delle case ben sapendo che certi sacramenti verranno amministrati in esse, come il Battesimo, la Santa Comunione e l’Estrema Unzione. Il Talmud non può dare nessuna spiegazione di ciò, e nell’Abhodah Zarah (2a, Toseph) si dice: “E’ difficile dire con quale diritto gli ebrei oggigiorno commercino con i Goim nei loro giorni (malvagi) di festa. Infatti, sebbene molti di essi commettano tutti i tipi di perversione e atti licenziosi nei loro giorni di festa in onore di santi che non considerano dei, eppure ogni settimana essi celebrano il Giorno del Nazzareno ((Domenica)) che ci è sempre stato proibito.”Bartenora, comunque, nel suo commentario sull’ Abhodah Zarah (I,2,fol.7b) dice: “Dato che, mentre siamo in cattività, non possiamo vivere senza commerciare con loro e dipendiamo da loro per il nostro nutrimento, e dobbiamo temerli, è proibito commerciare con loro solo nei loro giorni di festa. Inoltre, è ora permesso commerciare ocn loro anche nei giorni stessi delle loro feste, perchè i rabbini sono convinti che non pratichino il culto dei loro idoli solo perchè commerciano con noi. E ciò che è proibito in questo libro deve essere considerato come riferentesi direttamente all’idolatria.”Il rabbino Tam comunque, sostiene che la Mischnah proibisce solamente di vendere agli idolatri cose che essi useranno per il culto degli idoli, dato che essi si rallegrano e adorano i loro idoli in quanto ottengono le cose necessarie per tale culto. Egli lo spiega così (nell’Abhodah Zarah, 2a, Toseph): “Nessuno dovrebbe meravigliarsi di questa nostra usanza. Infatti, sebbene noi li consideramo idolatri, essi possono solo offrire quello che comperano con il denaro. Per cui, il nostro guadagno e la loro gioia non è il motivo di questa proibizione, in quanto essi avrebbero abbastanza denaro per queste cose, anche se noi non commerciassimo con loro.”
4. QUESTA PROIBIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO DEGLI ATEI.
Nello Iore Dea (148,5) si dice: “E’ permesso inviare un regalo ad un Akum in uno dei loro giorni di festa se si sa che egli non crede negli idoli e che non rende loro nessun culto”. Maimonide dice la stessa cosa nello Hilkhoth Akum (IX,2): “E’ sbagliato anche inviare un regalo ad un Goi nei loro giorni di festa a meno che non si sia certi che egli non crede nel culto degli idoli cristiani, e non li serva”.
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ARTICOLO IV.
I Cristiani Devono Essere evitati
Perchè Sono Perversi
NON C’E’ nulla di cui gli ebrei siano più convinti del male che i cristiani possano fare ai figli di Israele. A causa di ciò, i capi del popolo eletto hanno sempre insegnato agli ebrei di non accettare aiuto dai cristiani in quanto essi faranno sempre ricorso all’omicidio e ad altri crimini tutte le volte che non riusciranno a conseguire i loro scopi perversi. Così, l’ebreo non deve assumere dei cristiani per prestare opera di balia o insegnante dei suoi bambini, o di barbiere, medico od ostetrico.
1. NON COME BALIA
Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice: “Se è possibile assumere un israelita, non bisogna assumere un Nokhri come balia per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith indurisce il cuore del bambino e gli infonde una natura perversa”.
2. NON COME INSEGNANTE
Nello Iore Dea (155,1, Hagah) si dice: “Il bambino non deve essere affidato agli Akum per imparare l’educazione, la letteratura e le arti, infatti essi lo condurranno all’eresia”.
3. NON COME MEDICO
Nello Iore Dea (155,1) si dice: “Quando un ebreo è in qualche modo ferito, anche così gravemente da dovere infrangere il sabato facendo chiamare un medico, egli non deve affidarsi ad un medico cristiano (Akum ) che non sia conosciuto a tutti nel vicinato; infatti, noi dobbiamo premunirci contro il versamento di sangue. Anche se non si sa se il paziente vivrà o morrà, non si dovrà permettere a tale medico di curarlo. Se, comunque, si è sicuri che morrà, allora tale medico può curarlo, dato che un’ora di meno da vivere non è una gran perdita. Se l’ Akum insiste che una certa medicina è buona, è permesso credergli, ma non acquistatela da lui. Alcuni dicono che ciò si applica solo quando l’Akum offre i suoi servizi gratuitamente e che si può accettare ogni volta che viene pagato. Ma si può essere sicuri che essi non farebbero del male ad un ebreo solo per amor di denaro”. Nel Pesachim (25a) si dice: “Il rabbino Jochanan dice: l’assistenza medica di chiunque può essere accettata eccetto quella degli idolatri, dai fornicatori, e dagli assassini”.
4. NON COME BARBIERE
Nello Iore Dea (156,1) si dice: “Non è lecito farsi radere da un Akum a meno che non si sia accompagnati da amici ebrei. Alcuni dicono che non è permesso farsi radere da un Akum anche se altri sono presenti, a meno che non ci si possa vedere in uno specchio”.
5. NON COME OSTETRICA
Nell’ Abhodah Zarah (26a) si dice: “I nostri rabbini ci hanno trasmesso l’insegnamento che non si può permettere alla donna straniera di agire da ostetrica alla nascita di un figlio di Israele, perchè gli stranieri indulgono nello spargimento di sangue. Gli anziani, comunque, dicono che una donna straniera può prestare questo tipo di assistenza purchè siano presenti altre donne ebree e non sia mai lasciata sola. Il rabbino Meir, comunque, dice che ciò non è permesso nemmeno quando altre donne sono presenti. Infatti, spesso avviene che schiaccino con la mano la morbida testa del bambino e lo uccidano; e questo può essere fatto senza che nessuno delle presenti lo noti”.
CAPITOLO II

I CRISTIANI DEVONO ESSERE STERMINATI

I seguaci di “quell’uomo,” il cui nome per gli ebrei significa “Possano il suo nome e la sua memoria essere cancellati,” non devono essere considerati diversi da gente di cui è bene liberarsi. Coloro che tengono i figli di Israele in cattività sono chiamati romani e tiranni, e con la loro distruzione gli ebrei saranno stati liberati da questa quarta cattività. Ogni ebreo è perciò tenuto a fare tutto quello che può per distruggere l’empio regno degli edomiti (Roma) che governa il mondo intero. Siccome, però, non è sempre e dovunque possibile effettuare questo sterminio di cristiani, il Talmud ordina che essi siano attaccati almeno indirettamente, e cioè: di causare loro del male in tutti i modi possibili, e di ridurre con questo mezzo il loro potere al fine di aiutare la loro distruzione finale. Quando possibile, l’ebreo deve uccidere i cristiani, e farlo senza pietà.
PER QUESTIONI, PURTROPPO, DI SPAZIO NON E’ POSSIBILE COMPLETARE L’ARGOMENTO IN QUESTIONE CHE, ALTRESI’, E’ POSSIBILE CONSULTARE DALLA FONTE CUI E’ STATO TESTUALMENTE RIPORTATO:da APOLOGETICA CATTOLICA