Nizzachon all’imperatore Enrico III

[Talmud] 138. [ " A questo punto possiamo aggiungere ciò, che, un certo rabbino Kelomimis disse circa, una chiesa cristiana (nel libro: Nizzachon)all’imperatore Enrico III, che, gli diede il permesso di: dire la sua opinione liberamente sulla Basilica, che, aveva recentemente costruito: a: Spires: "Dopo, che, l'Imperatore Enrico III, un uomo molto malvagio, ebbe finito la costruzione di: quell'Abisso," egli mandò: a: chiamare il rabbino Kelominus: e: gli disse: “Voglio chiederti come ti sembra questa Basilica, che, io ho costruito: a: paragone del Tempio di: Salomone sul quale sono stati scritti tanti volumi. “Egli rispose: “Mio Signore, se mi permettete di: parlare liberamente, e: se mi giurate di: lasciarmi andare illeso, vi dirò la verità.

[Talmud] 139. [“L'imperatore rispose: “Hai la mia parola di: amante della verità: e: di: imperatore, che: non: ti sarà fatto alcun male. “Allora l'ebreo disse: “Se voi raccoglieste tutto: quello, che, avete speso fino ad ora: e: lo aggiungeste: a: tutto: l'oro: e: l'argento del vostro tesoro, tutto ciò: non: sarebbe sufficiente nemmeno: a: pagare gli operai: e: gli artigiani, che, impiegò Salomone; infatti, sta scritto (Cron. II. Ch. 2): E Salomone ordinò, che, uscissero tre dozzine: e: diecimila uomini per portare i pesi, e: quattro
dozzine mille per tagliare nelle montagne, e: tre mila: e: seicento per sorvergliarli.

[Talmud] 140. [Otto anni furono impiegati per la costruzione del Tempio, molti di: più di: quelli, che, sono serviti: a: voi per la costruzione di: questo Tehom (abisso). E quando Salomone ebbe finito il suo tempio, vedete quello, che, la Scrittura dice: a: proposito di: esso: I preti: non: potevano rimanere eretti per rendere servizio: a: causa della nube; infatti, la gloria di: Dio aveva riempito la Casa del Signore (Chron. II, Cap. 5,14). Ma se qualcuno caricasse un asino di: putrida immondizia: e: lo conducesse all’interno di: questo vostro abisso, nessuno si accorgerebbe della differenza!” L'imperatore Enrico allora rispose: “Se: non: ti avessi giurato di: lasciarti andare illeso, darei ordine, che, ti fosse tagliata la testa. “" 3. CALICI:

[Talmud] 141. [ I calici usati per il Sacrificio: della messa vengono chiamati con: il nome del vasellame, che, si usa per offrire sporcizia agli idoli. Mosè Kozzensis, nello Hilkoth Abhodah Zarah (10b) dice: "L'ebreo, che, acquista dei calici del Goi, che, siano stati rotti: e: gettati via: non: può rivenderli: a: loro, perché, il prete di: Baal li userebbe per il culto dell’idolo. " 4. LIBRI: Il Talmud chiama: i libri dei cristiani: Minim:libri eretici:Siphre Debeth Abidan:Libri della Casa di: Perdizione. Il Talmud in
particolare parla dei libri dei Vangeli. Così in Schabbath (116a) Toseph: "Il rabbino Meir chiama: i libri eretici Aaven Gilaion (volumi di: iniquità) perché essi li chiamano Vangeli.

[Talmud] 142. [" E il rabbino Jochanan chiama: questi libri Aavon Gilaion, libri del male. Lo Schulchan Arukh, edizione di: Cracovia, rende questo nome come Aven: Niktabh al Haggilaion: iniquità scritta in un libro. Buxtorf dice: "Nell'Arukh c”è una nota: Scheker Niktabh al Gilaion, che, significa: menzogna scritta, in un libro." Tutti gli studiosi del Talmud sono d'accordo sul fatto, che, i libri dei cristiani dovrebbero essere distrutti. Essi: non: sono d'accordo solamente per quanto riguarda ciò, che, si dovrebbe fare del nome di:
Dio, che, appare in essi. Nello Schabbath (116a) si dice: "I glossari dei nostri stessi libri: e: i libri degli eretici: non: dovranno essere salvati dalle fiamme, se dovessero prendere fuoco in giorno di: sabato.

[Talmud] 143. [Il rabbino Jose, comunque, dice: “Nei giorni di: festa i nomi: della divinità dovranno essere strappati dai libri dei cristiani: e: nascosti; ciò, che, rimane dovrà essere dato alle fiamme. “ Ma il rabbino Tarphon dice: “Per potere ricordato dai miei figli, se quei libri dovessero mai cadere nelle mie mani, io li brucerei assieme con: i nomi della divinità, che, contengono. Infatti, se uno è inseguito da un assassino o: da un serpente, è meglio: rifugiarsi in un tempio pagano, che, in uno dei loro; infatti, i cristiani: resistono scientemente alla verità, mentre, i pagani lo fanno inconsapevolmente." [Talmud] 144. [5. PREGHIERE: Le prechiere dei cristiani sono chiamate: non: Tefillah, ma, Tiflah. Lo spostamento del punto: e: l'inserimento di: Iod, cambia il significato della parola, che, diventa peccato, stoltezza: e: trasgressione. 6. FESTE CRISTIANE: Le feste cristiane, specialmente la domenica, sono chiamate: Iom ED: giorno di: distruzione, perdizione, sfortuna o: calamità. Sono anche, semplicemente chiamate: Iom Notsri, giorni cristiani. La parola Ed,
interpretata correttamente, significa: sfortuna o: calamità, come appare dalla Gemarah: e: dai glossari di: Maimonide nell'Abhodah Zarah (2a):